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Portico Di Romagnail Borgo

Portico di Romagna, un piccolo borgo tra Forlì e Firenze: quattro buone ragioni per programmarci una fuga

Sono nata e cresciuta in Romagna (a parte gli intermezzi tra Roma, Bologna e Londra) eppure, lo confesso, Portico di Romagna l’ho scoperta solo un annetto fa. Da allora ci torno spesso. E’ diventata il mio piccolo rifugio per l’anima.  Vi spiego perché e per quali motivi è un posto speciale.

portico di romagna

Portico di Romagna, il posto vicino dove fuggo lontano

Amo immensamente viaggiare e mi batte il cuore ogni volta che preparo il mio trolley, tanto che ne ho fatto l’ispirazione per questo mio blog. Treni veloci e aerei sono i mezzi che preferisco perché mi piace andare lontano. E difficilmente torno dove sono già stata, perché il bello di questo gioco è scoprire. C’è però un’eccezione. Di tanto in tanto mi basta salire in macchina, anche senza trolley, stare vicino a casa e ritornare a Portico di Romagna. Eppure è un posto semplice,  sobrio e pacato. Poche case, un paio di piccole botteghe, una biblioteca, qualche viottolo. Tutto qua, come tanti altri piccoli splendidi borghi italiani in fondo. L’atmosfera, però, qui è davvero unica. E le ragioni sono più di una.

1. Dormire in un hotel diffuso

Il borgo è talmente piccolo che c’è un solo albergo ma è l’anima del paese. La prima volta che entrai al Vecchio Convento fui travolta dal sorriso autentico e contagioso di Marisa, la padrona di casa (nella foto). In pratica una perfetta sintesi dell’autenticità e dell’intraprendenza tipica di queste parti. Marisa non sta mai ferma: ha una battuta per tutti, risponde alle email, cuoce il pane, accoglie i nuovi clienti e si prende cura di chi c’è già.

vecchio convento portico di romagna

Il Vecchio Convento è un albergo diffuso, uno stile d’ospitalità che a me fa venire in mente una mamma con tanti figli. In pratica le sistemazioni d’alloggio sono sparse in qua e in là nel borgo, differenti tra loro, ma mai lontane dal “cuore”, ovvero la struttura principale dove ci sono la reception e gli spazi comuni. La colazione, quando il tempo lo permette, si fa nello splendido giardino con vista al piano di sotto. Al piano terra, invece, un salottino per la lettura, un piccolo bar e il ristorante.

vecchio convento hotel diffuso

La vista da una delle mie camere Al Vecchio Convento

2. Sentirsi al centro del mondo

Anche se Portico di Romagna è nel bel mezzo del nulla, immerso nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, ogni volta che ci vado mi sento al centro del mondo. Solo l’anno scorso Al Vecchio Convento hanno accolto ospiti da 24 Paesi. La maggior parte arriva dal Nord Europa, attirata dalle bellezze naturalistiche del posto, dalla storia del borgo (qui soggiornò anche il padre di Beatrice e secondo le voci locali Dante Alighieri ci passò spesso) e dalle cose che ci sono da fare. Si perché Al Vecchio Convento si impara a impastare pasta, pizza e pane e si va a caccia di tartufo. Si fa yoga e c’è anche una scuola d’italiano per stranieri. Negli spazi comuni, allora, capita di sentire parlare tante lingue, tanto che Marisa si è messa a imparare l’inglese per ridere e scherzare con tutti.

3. La cucina di Giovanni, Massimiliano e Matteo

Il ristorante de Il Vecchio Convento è nelle mani dei maschi di casa. Sono degli super chef, come hanno già notato i migliori esperti italiani di settore. A loro piace cucinare utilizzando le verdure dell’orto che coltivano, i funghi che raccolgono, la pasta fatta a mano da Marisa. Nei piatti c’è dentro la loro terra ma anche tutto il sapore di mille viaggi, portando per il mondo la loro esperienza. Cucinano e poi portano in tavola quello che hanno preparato, chiacchierando in inglese fluente con i loro ospiti che arrivano da lontano.

portico di romagna: ristorante vecchio convento

Due piatti del ristorante de Il Vecchio Convento

Una volta all’anno, poi, organizzano “Chef sotto il Portico”. In pratica portano la grande cucina internazionale on the road in questo piccolo borgo. Quest’anno (8 e 9 luglio) è già l’0ttava edizione e sono 10 gli chef al lavoro. Per darvi un’idea vi basti sapere che, tra gli altri, anche la coppia danese Jacob Moller e Thomas Damgard (ristorante Stella Michelin Frederiksiioj)  rispettivamente con gamberoni tigre saltati con avocado, vinegrette di soia e spuma di burro scuro norvegese l’uno, e cioccolato croccante con frutti di bosco con crumble l’altro. La risposta tutta local di Massimiliano e Matteo? Spaghettone canapa e basilico shakerati e fiori di zucca ripieni di ricotta artigianale della Romagna-Toscana con crema di scalogno e zafferano, brunoise del sottobosco. Oltre ai sapori invitanti c’è anche un ottimo motivo in più per andarci: un’esperienza da 7 euro a piatto.

4. Perdersi nelle Foreste Casentinesi

Un’ altra ottima ragione per fuggire a Portico di Romagna sono i mille itinerari da fare ai piedi o in bici in uno dei Parchi più belli d’Italia. Oltre che un grande cuoco Matteo è anche un super sportivo quindi basta chiedere a lui che non si tira mai indietro quando si tratta di andare a camminare nel bosco.

cascata foreste casentinesi

Tutte le volte che mi ha accompagnata devo dire che ha avuto un’immensa pazienza… In due parole: tragitti che da solo ordinariamente fa in un paio d’ore gli sono costati il doppio del tempo per adeguarsi ai miei ritmi cittadini! Fatica seria, insomma, ma grande soddisfazione! L’ultima volta abbiamo camminato per più di quattro ore (500 mt di dislivello!) tra sentieri sterrati, cascate naturali e alberi immensi. Avvolta dal silenzio della natura e incantata dai racconti di Matteo, un pozzo di informazioni sulle Foreste Casentinesi, mi sono magnificamente persa per poi ritrovarmi sempre un pò migliore.

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