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Croazia In Barca: Crociera In Dalmazia, Quattro Tappe Da Sogno

La mia crociera in barca in Croazia mi ha fatto sentire all’improvviso l’estate sulla pelle, anche se era ancora maggio. Tappa dopo tappa il blu delle isole della Dalmazia mi ha riempito gli occhi, mentre il sale mi si asciugava addosso, aspro e intenso.

Per quanto io ami il mare, di fare un crociera in barca in Croazia (né altrove) non l’avevo mai preso in considerazione. L’idea di viaggiare a bordo di una nave non mi ha mai attirato, sarà perché il primo pensiero che mi veniva in mente era “Love Boat” con quel suo stile villaggio vacanze, per intenderci, che non è il mio. Ma poi è arrivato l’invito di Katarina Line, una compagnia croata che ho incontrato durante il TTG a Rimini, nota fiera per operatori travel, che mi ha promess un’altra idea di viaggio: navi piccole, belle, curate nei dettagli, dove non si vive tra un cocktail e un corso di zumba. A me della vita a bordo interessa ben poco. Io quando viaggio voglio scoprire stare a terra per scoprire e conoscere posti, vedere come vive la gente locale, assaggiare i sapori unici e tipici. E così ho accettato, curiosa di avventurarmi in un’esperienza di viaggio, per me, tutta nuova.

croazia crociera in barca

Come raggiungere la Croazia

Comiciamo però dal principio, e cioè come arrivare in Croazia. Il ferry dai principali porti dell’Adriatico l’ho dovuto scartare perché i collegamenti giornalieri sono solo in estate (da giugno). Via mare, si può partire da Ancona, Venezia e Trieste, ad esempio. L’auto, viaggiando sola, pure, pur se Opatja dall’Italia è facilmente raggiungibile anche via terra. Non mi rimaneva, allora, che arrivarci per cielo. Gli aeroporti utili, fondamentalmente, sono Roma e Milano dipende dove volete atterrare: Split nel primo caso, Dubrovnik nel secondo. La mia crociera partiva da Spalato, quindi ho diviso il viaggio in due tappe: Bologna- Fiumicino e Fiumicino – Spalato (tra l’altro la connection è supercomoda, senza tempi morti d’attesa in aeroporto).

porto di spalato, croazia

La barca della Katarina Line ormeggiata a Spalato prima della partenza

Quando andare in Croazia

Il mio invito, vi dicevo, era per metà maggio, ma per andare in crociera in barca in Croazia c’è tempo fino ad ottobre. Anche se la stagione era ancora evidentemente all’inizio, le isole della Dalmazia mi hanno sorpresa, da un lato già vivaci eppure gelose di quel ritmo slow che è tipico del Croatian Lifestyle. Di italiani ancora pochi, ma dal resto del mondo (USA e Australia compresi) erano già lì. Nel complesso, quindi, un bel mix tra atmosfere autentiche del posto e international vibes. Niente di quello che mi aspettavo, niente di paragonabile, per esempio, alla Sicilia dove non ti capita nemmeno per sbaglio di sentire parlare in inglese. E invece da quando sono atterrata a quando sono ripartita non ho più parlato italiano, anche perchè i locals con l’inglese non hanno nessun problema.

Spalato, it’s a really long story

L’autista del mio transfer è stata la prima persona con cui ho chiacchierato, nel tragitto dall’aeroporto di Spalato alla città vecchia (c’è anche un comodo servizio pubblico di bus attivo). Come tutti i croati con cui ho avuto a che fare è stato cordiale e disponibile, ed è proprio la gente che ti trasmette il carattere della Croazia: sincero e concreto. Per prima cosa si è scusato per i tanti lavori in corso, a cominciare proprio dal parcheggio dello scalo, ma mi ha spiegato che sono una conseguenza inevitabile del fatto che lì, anno dopo anno, sta arrivando sempre più gente.

croazia, spalato

Spalato: il Palazzo di Diocleziano oggi occupa l’intera Old Town. All’epoca ci vollero 10 anni per costruirlo

spalato, croazia

Camminando per Spalato

Ed è sempre lui che, spontaneamente, mi ha fatto da Cicerone dandomi le prime informazioni sulla storia del posto dove ero arrivata con due ore d’aereo in tutto. Mi ha ricordato che già i Romani ci erano arrivati prima di me e che proprio qui Diocleziano si trasferì al termine della sua campagna di conquiste in Oriente “Lo vedi quell’ acquedotto? Ha duemila anni ed tutt’ora funzionante, quindi ricordati non ordinare l’acqua a ristorante, perchè quella del rubinetto è buona, potabile e gratis! Piuttosto i soldi spendibili per una birra!”. Ci siamo salutati alle porte della città vecchia, tutta perdonabile. A Spalato ho fatto tappa la prima notte in attesa di imbarcarmi il pomeriggio successivo.

Aspettando la mia crociera in barca in Croazia

Ventiquattro ore sono perfette per scoprire Spalato. Sì è proprio scoprire il verbo giusto, perchè Spalato va letteralmente esplorata. Si cammina ancora oggi lungo il cardo e il decumano, da dove parte un dedalo di sentieri lastricati. In epoca romana servivano a collegare lei varie parti all’interno di quell’imponente costruzione, circoscritta da quattro imponenti torri e da quattro porte d’ingresso. Sembrano tutti senza uscita e invece sono tutti collegati tra loro. Avventuratevi, siate curiosi, è il miglior modo per respirare l’incredibile atmosfera di questo posto.

ristorante a spalato, croazia

spalato, città vecchia

A Spalato ho mangiato ottimo pesce (non perdetevi una tappa al mercato dei pescatori!) e un healthy Buddha Bowl, ho bevuto deliziose limonate fresca alla zenzero e menta e the freddo ai frutti rossi con fragole di stagione a pezzettoni.

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Mangiare a Spalato: a sinistra Corto Maltese, a destra Bepa

Croazia in barca: prima tappa da Spalato a Korcula

Ma poi, finalmente, è arrivata l’ora di imbarcarsi e partire! Lasciato Spalato, ci sono volute cinque ore di crociera per raggiungere la minuscola e deliziosa Korcula, un borgo di pescatori dove le finestre delle case non sono mai simmetriche e le strade nemmeno. Durante la navigazione il primo swim-stop. A un tuffo dalla barca non ho proprio saputo resistere nonostante la consapevolezza che l’acqua sarebbe stata ancora piuttosto refrigerante (!). Poi, una volta attraccati, sono andata alla scoperta di questa isoletta che è grande quanto un pugno perchè qui la vita  è in mare. Dovunque ti giri lui è lì, trasparente eppure coloratissimo, e se le strade sono semi deserte in acqua c’è un gran via via di imbarcazioni. In pratica, a Korcula non c’è nulla da fare tranne che godersi la piccola spiaggia, sedersi sugli scogli ascoltando il rumore delle onde o affacciarsi lungo lo spettacolare lungomare panoramico, meravigliosamente sea-front. Proprio da qui mi sono goduta il tramonto bevendo un bicchiere di vino locale, buonissimo, prima di cena.

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Sopra: il primo bagno dell’estate 2018 in Croazia. Sotto: aperitivo e cena fronte mare a Korcula

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Tra un crostino al patè di olive (l’olio è un altro prodotto tipico) e della saporitissima pasta fresca con gamberi  e pomodorini, ho scambiato due chiacchiere con un abitante dell’isola. E’ stato divertente ascoltare il suo racconto su questo posto ancora così intatto e puro da non aver bisogno di controllo “Qui a Korcula non c’è ancora criminalità quindi non c’è polizia. Non ne abbiamo bisogno, ci sono le mamme e le nonne che sanno e vedono sempre tutto. La porta di casa la lasciamo ancora aperta e le cucine le facciamo all’ultimo piano, più sicure in caso d’incendio”.

Korcula, Croazia

L’ultima luce del giorno sul porto di Korcula

Seconda tappa: in barca da Korcula a Hvar

Dopo la pace di Korcula, la crociera il giorno dopo è proseguita verso Hvar, l’isola più festaiola della Dalmazia. In effetti la sera, lungo il porto, per un bar dove ballare e bere un drink non c’è che l’imbarazzo della scelta (ed è stato molto divertente!), ma ancora una volta è stata la bellezza del giorno a lasciarmi a bocca aperta con i suoi colori e i suoi incredibili scorci sul mare. Hvar è senz’altro più grande di Korcula, costeggiando la litoranea si può fare una passeggiata di una mezzoretta buona. E poi c’è la salita alla torre da non perdere, hotspot perfetto per scattare foto super-instagrammabili (chiude alle 21). Prima di salirci, però, mi sono goduta un Gin Spritz alla lavanda (altro prodotto a km zero) allo Splash, un bar direttamente sul mare che ti serve il cocktail mentre tu ti godi lo spettacolo della natura dalla chaise longue.

hvar, croazia

Sopra: passeggiata sea-front a Hvar. Sotto: vista panoramica dalla torre

croazia, hvar

Anche qui ho scambiato due chiacchiere con qualcuno del posto. Elencandomi fiera le specialità dell’isola (olio e vino, oltre alla lavanda), una ragazza mi ha raccontato anche una storiella locale che ho trovato molto affascinante nella sua semplice verità “A Hvar diciamo che l’albero dell’ulivo è come la nostra mamma, perchè te ne puoi andare per lungo tempo ma quando tornerai, anche se non te ne sarai preso cura, sarà lì ad aspettarti”.

hvar, croazia

Il porto di Hvar all’imbrunire

Terza tappa: in crociera da Hvar a Bol e Brac

Non si può fare una crociera in barca in Croazia senza fermarsi sulla spiaggia di Bol, a fianco all’isola di Brac. E’ famosissima per la sua forma a unicorno (che però in realtà cambia e non è mai la stessa, mi ha detto un membro dell’equipaggio) e per i colori caraibici dell’acqua che la circonda.

bol, spiaggia croazia

La spiaggia di Bol fotografata dalla barca 

Avrei voluta raggiungerla a nuoto appena ci siamo fermati da quanto era invitante cosi bianca in mezzo a tutto quel blu dalle mille sfumature! Philippe, il marinaio della barca, me l’ha però sconsigliato: molto più comodo salire al bordo del gommone a disposizione per gli ospiti di Katarina e farsi accompagnare a riva. In effetti in meno di un minuto ero già lì e, ovviamente, ho fatto il secondo bagno dell’estate 2018.  L’acqua era talmente cristallina che mi sono fatta una lunga nuotata, godendomi la sosta.

bol, croassa

L’acqua caraibica della spiaggia di Bol

Dopo l’intera mattinata in spiaggia, con una mezz’oretta abbondante di camminata ho raggiunto Brac. Per girarlsela tutta a piedi, poi, basta altrettanto. Quindi prendetevela comoda e sintonizzatevi sul ritmo slow della Croazia.

brac, croazia

La spiaggetta di Brac

Croazia in barca, a wonderfull travel experience

L’ultima sera la cena è stata a bordo per salutare equipaggio e amici di crociera. La Captain’s Dinner è stata deliziosa, da veri foodies, e un duo croato ha suonato dell’ottima musica dal vivo di sottofondo. Abbiamo ballato e ci siamo scambiati i contatti, tra foto di gruppo e risate, e mentre la nave faceva ritorno verso Spalato siamo saliti sul sundek della barca a immergerci nella vasca idro guardando le stelle.

pesce e verdure

Sopra:  il menù gourmet della Captain’s Dinner  a bordo di Katarina Line. Sotto: Luce e Natashra, due simpaticissime australiane a bordo

La Croazia è una meta da mettere senz’altro in programma anche perchè bastano davvero pochi giorni per una fuga verso un posto così meraviglioso a due passi dall’Italia. Esplorarla via mare, poi, credo sia proprio the best. Te la godi da un’altra prospettiva, inconsueta, ed è senz’altro quella migliore. Guardandola dal mare capisci che ci entri in contatto per davvero: ti lasci cullare e diventi un tutt’uno con lei, come se ti stesse abbracciando dolcemente, mentre tu te ne innamori per sempre.

 

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