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Romagna, Se Io Fossi Una Birra Bionda…

La Romagna è un pò come la birra: fresca e spumeggiante, easy e divertente, autentica e sincera. E’ uno stile di vita.

La Romagna è la mia terra e mi ha insegnato tanto, ma in fatto di birra ho avuto una grande scuola. Quando mi trasferii a Londra, un bel pò di anni fa, di birra ne sapevo ben poco. Mi sono bastati, però, pochi mesi di English lifestyle per imparare parecchio. E tra le cose che ho riportato da quella indimenticabile esperienza anche la passione per la buona birra che nel mio frigo non manca mai. Così, tra una birra e l’altra, giorno dopo giorno, sono andata alla ricerca delle birre che nascono dove sono nata anch’io. Le etichette a chilometro zero, cioè prodotte “intorno a casa”, sono veramente tante, ma io ho naturalmente le mie preferite. Le prediligo perché, in fondo, mi assomigliano. Ecco, allora, il mio ritratto in quattro birre.

Ama Pilsener: charming&international

L’Ama Pilsener è l’ultima nata di casa Amaracord, dove la birra è una questione seria. Con il suo nome trasmette tutto l’amore per la Romagna che, come la passione per birra, unisce idealmente me e la famiglia Bagli. Una lunga storia d’amore quella tra questa famiglia Riccionese e la Bionda per eccellenza, cominciata un bel pò di anni fa in un piccolo brew pub a Rimini.  L’Ama Pilsener mi piace parecchio per quel suo stile deciso e personale. Il suo segreto è un originale mix di tanti sapori e gusti. La ricetta è del Mastro birraio di casa Amaracord che per farla utilizza un luppolo in fiore rendendola profumatissima. L’ho assaggiata pochi giorni fa a Riccione, imbottigliata poche ore dopo 50 giorni di una lunga maturazione che le attribuisce un retrogusto secco e amaro. E poi,  ha in più tutto l’appeal di una label disegnata dall’illustratore statunitense Milton Glaser, per intenderci l’autore dell’iconico logo I Love New York.

birra amarcord romagna

Gradisca in Tank: taste&share

E’ la lager di casa Amarcord, dolce e easy. Non è pastorizzata, non è filtrata e non ha aggiunta di anidride carbonica. A me piace abbinarla alla piadina stracchino e rucola o al fritto di pesce da mangiare con le mani. Il motivo per cui mi piace e mi assomiglia? Ha il sapore delle belle serate d’estate in Romagna, spensierate e divertenti, di quelle che vorresti non finissero mai.

gradisca birra di romagna in tank

La Romagna si rintraccia nella citazione al grande regista Federico Fellini, a cui si ispira il suo nome, ma c’è anche una serie limited edition firmata da Eron, altro grande artista Riminese che di strada ne ha fatta parecchia.  E poi c’è la Tank: dal timo di maturazione la birra viene messa direttamente in un’immensa cisterna per la spillatura.

Birra Riminese, semplice e genuina

Nella Birra Riminese c’è il sogno di tre amici. Marcello, Mario e Francesco, grandi estimatori della birra, hanno iniziato come home-brewer. A dire il vero ci ho provato anch’io: è proprio con uno di loro, qualche anno fa, che ho partecipato a un corso di una giornata per produrre birra in casa. Loro, sin dalla seconda cotta, erano già li a fantasticare su un piccolo birrificio, mentre io, proprio quella domenica, compresi d’esser fatta più per berla che per produrla la birra (!). Ognuno per la propria strada, insomma, finché non ci siamo incontrati di nuovo, per caso, grazie a una bottiglia di birra Riminese, il marchio che hanno creato insieme.

birra della romagna

La prima volta che l’ho notata, e subito assaggiata, è stato Dalla Lella. La Lella è una piadineria storica talmente conosciuta che è, a tutti gli effetti, diventato uno dei simboli di Rimini per noi che ci abitiamo (la sua storia l’ho raccontata anche sul blog, andatevela a leggere, se non la conoscete!). Non per nulla la Birra Riminese le ha dedicato persino un’etichetta! Poi una sera, a casa mia, organizzai una cena con degli amici. Uno di loro, che mi conosce bene, si è presentato con una divertente gift box a quadretti. Quando l’ho aperta in pratica c’era tutto l’occorrente per un buon aperitivo, Birra Riminese inclusa.  Quello che amo di questa birra, oltre alla qualità della ricetta, è l’etichetta deliziosa E’ stata disegnata a mano dai figli di Mario, Marcello e Francesco. E’ così bello coinvolgere in un sogno chi si ama, non siete d’accordo?

birra agricola di romagna

La Mata, naturale e genuina

L’ho bevuta per la prima volta a Riccione, qualche anno fa, la Dora (Birrificio Mata). Quando mi è stato spiegato come e dove nasce, curiosa come sono, l’ho subito voluta assaggiare. La Mata infatti è una birra coltivata, prima che prodotta. Nasce nelle campagne della Romagna, a Solarolo (Ra), ed ogni birra è, a tutti gli effetti, innanzitutto un prodotto agricolo. Nella piccola azienda dove viene fatta c’è il controllo di tutta la filiera: dalla selezione alla coltivazione di orzo e luppolo, passando per la lavorazione degli ingredienti, fino ad arrivare fino al mosto. Il motivo per cui la amo? Anche se sono nata al mare,  il bello della mia terra è perdersi tra Valconca e Valmarecchia tra borghi e trattorie tipiche. Se siete in vena di una fuga nel verde, potrebbero interessarvi un paio di indirizzi dove trascorrere un weekend green-style a km zero, naturalmente sempre in compagnia di una Bionda..!

 

 

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