
Un Jacopo Ticchi in versione Jr e la sua ricetta vegetariana in esclusiva.
Jacopo Ticchi, quando era ancora un giovane e promettente chef (leggete qui la sua storia), un giorno ha creato per mytrolleyblog.com una ricetta vegetariana in esclusiva. La preparò appositamente per tutti noi nella cucina del Joia di Milano (1 stella Michelin). dove ha fatto parte della brigata di cucina, prima di creare il suo personale progetto. Ora sono iil parecchi a conoscerlo e a voler andare a mangiare nel suo ristorante di Rimini, ma quando questo articolo è stato scritto la strada era ancora lunga. Da bravo amante della fotografia che è sempre stato, insieme alla ricetta allegò anche un sincero e autentico reportage fotografico per accompagnarci durante la preparazione.e “renderci la vita” più facile. Pronti a seguirlo passo passo?

Questa ricetta vegetariana di Jacopo Ticchi, anche se ha qualche anno ormai, è ancora un piatto assolutamente da provare e ancora parecchio innovativo. Se a verdersi sono classici ravioli di pasta fresca in realtà preparati senza uova. Anche il ripieno è assolutamente signature:, patè di ceci, nocciole e limone. E, dulcis in fundo, la mise en place: Jacopo propone di servirli con una crema di pastinaca affumicata, giovani spinaci freschi e contrasto di umeboshi (un popolare condimento della cucina giapponese a base di prugne salata, si trova anche su Amazon) .

Dopo varie esperienze professionali, Ticchi è entrato nella brigata di Pietro Leeman, fondatore del noto ristorante milanese d’alta cucina naturale., dove è rimasto per un paio d’anni. Ora è tornato a casa e nella “sua Rimini” si è fatto notare velocemente prima portando dalla Spagna le tapas al Necessaire fino a diventare una star nell’ambiente con l’apertura del suo ristorante Da Lucio (che è suo figlio). A fare rumore è stato soprattutto lap pubblicazione del primo libro italiano, a sua firma, sulla frollatura del pesce che ha affascinato chef come semplici amanti di cucina o foodies.
La ricetta di Jacopo Ticchi in esclusiva: RAVIOLI RIPIENI DI CECI E NOCCIOLE ravioli ripieni di ceci e nocciole con crema di pastinaca affumicata e umeboshi

Ingredienti per 4 persone:
Per i ravioli:
125g farina zero
125g farina integrale
100ml acqua
Per il ripieno:
100g ceci
50g nocciole
scorza di un limone
alga kombu
30g olio evo
Per la salsa:
200g pastinaca (una radice simile alla carota)
20g olio evo
200g piccoli spinaci freschi
20g purea di umeboshi
Come procedere per preparare la ricetta di Jacopo Ticchi
Per fare i ravioli
Innanzitutto con dell’acqua portata a bollore iniziate impastando le farine (vi aiuterà ad ottenere un impasto più elastico). Una volta pronto l’impasto lasciatelo riposare in frigorifero. Nel frattempo cuocete i ceci, precedentemente lasciati in ammollo per almeno 8 ore, in pentola a pressione per 30 minuti aggiungendo un pezzettino di alga kombu. Salate i ceci solamente a fine della cottura e frullarli con le nocciole e con l’olio, aggiungendo goccino d’acqua di cottura fino ad ottenere una consistenza densa e cremosa. Infine aggiungere la scorza di limone. Formate a questo punto i ravioli a piacere e riempiteli con la crema di ceci.

Per la preparazione della salsa
Cominciate pelando la pastinaca (dopo averla privarla dell’anima legnosa), poi tagliatela a cubetti e bollitela in acqua salata per 8 minuti. Per affumicarla potete utilizzare l’affumicatore o metodi a voi più familiari. Una volta affumicata, frullatela con l’olio e un po’ d’acqua per ottenere una morbida crema priva di grumi.
La ricetta è pronta per essere servita in tavola, ma Jacopo Ticchi ha un altro suggerimento. Dopo avere messo sul piatto qualche puntino di pasta di umeboshi, un tocco perfetto per ottenere un ottimo contrasto di sapori, posizionate i ravioli precedentemente bolliti e conditeli con un filo di olio, la salsa di pastinaca e guarnite con qualche foglia di spinaci freschi. Enjoy!
E se vi piacciono food e belle storie, un giorno ho incontrato invece due ragazze romagnole che mentre viaggiano il mondo si fermano sempre a casa di qualche local a preparare da mangiare. Il loro cavallo di battaglia? Le tagliatelle, naturalmente! E voi cosa cucinereste per raccontare da dove venite ?

Comments (0)