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Destinazione Felicità: Quali Sono Le Strade Per Raggiungerla

La felicità si può raggiungere seguendo l’esempio dei danesi, oppure vivendo come gli svedesi o ispirandosi ai giapponesi. Tre lifestyle per lo stesso risultato: essere felici.

Ah, la felicità…! E’ una di quelle pochissime cose, ormai, che non possiamo comprare, un pò come il tempo. Probabilmente perché ha a che fare solo con sé stessi. La felicità è la destinazione per eccellenza, la meta che tutti noi dovremmo, prima o poi raggiungere. Un viaggio spesso faticoso e lungo, ma come ogni approdo ha le sue coordinate.

Le coordinate della felicità

Per raggiungere la felicità non possiamo impostare il GPS. Ci sono, però, delle esperienze di vita che ci possono aiutare a trovare la sua posizione immaginaria. Ad esempio, Danesi e Norvegesi l’hanno trovata nello Hygge, il lifestyle che li ha resi le persone più felici al mondo. Per gli svedesi, invece, si chiama lagom la chiave, mentre i Giapponesi vivono la vita alla ricerca dell’Ikigai, il segreto per vivere meglio e (persino) più a lungo. Immaginandosi, allora, il raggiungimento della felicità come un viaggio, senz’altro uno stop over in ciascuno di questi Paesi è da mettere in itinerario, pur se il punto di partenza e d’arrivo rimane il sé. La felicità ha molto, anzi quasi tutto, a che fare con la capacità di raggiungere la propria indipendenza. No, non mi riferisco a quella economica perché, purtroppo, non basta per trovare la felicità. Parlo, invece, d’indipendenza interiore, quella conquista che ti fa stare bene con il resto del mondo proprio perché ne sei parte senza esserne dipendente. Che si tratti del tuo migliore amico, del tuo partner, del tuo lavoro, poco importa: se non è una dipendenza, questi sono solo elementi che possono rendere più piacevole la tua vita quotidiana. In effetti, non si tratta della tua felicità. Quella è tua. Tutta tua. Solo tua. Come un viaggio in solitaria.

essere felici

Uno dei miei adorati momenti Hygge

Tre happy lifestyle

1. Nei piccoli piaceri quotidiani c’è nascosta la felicità

Danesi e Norvegesi si sentono profondamente felici godendosi l’attimo “perfetto”. Hanno trovato nelle piccole cose l’essenza del vivere bene e una casa felice riserva piccoli piaceri che nessun altro posto è in grado di darci. Casa, perciò, è il posto hygge per eccellenza, quello che ci coccola, ci fa sentire rilassati, quello dove troviamo il contatto con noi stessi perché intorno tutto ci assomiglia. Io passo molto tempo in casa, quando non sono in viaggio. Adoro accendere camino, musica e candele, osservare le foto che ho appeso anche se le conosco a memoria, chiacchierare con mio figlio, osservare il cielo dalle finestre, accarezzare il mio cane. No, la TV non ce l’ho: l’ho venduta quando ho compreso che per me non era un piacere. Lo sono, invece, una candela profumata, una bevanda calda, un plaid soffice, ad esempio. Niente di costoso, eppure tutto così profondamente prezioso per la mia felicità. Lo store dove compro spesso piccoli dettagli d’arredo è berlinese, soprattutto vado pazza per la selezione di tazze da tè che non mi bastano mai, perché le riempio di continuo (ma poi le lascio sparse per casa) e perché mi piace averne di mille tipi.

2. La felicità è buon senso e armonia

Che in medio stat virtus qualcuno l’aveva già capito un bel pò di secoli fa ed è proprio questo il senso della filosofia di vita degli Svedesi: niente di eccessivo, abbastanza sì, ma senza mai esagerare. In altre parole anche per loro, proprio come intendevano i Romani, si scrive felicità, ma si legge armonia e si pronuncia equilibrio. Pensate a come Ikea arreda i suoi store e capirete al volo cos’è il lagom. E sono lagom anche il vintage, il foraging e il digital detox. Così come lo è vivere trovando ogni giorno un pò di tempo personale, prendendosi cura anche di sè. Ancora meglio di me, ve lo può spiegare Lola Akerström giornalista direttrice del sito di viaggi Slow Travel Stockholm: lei non è svedese, è l’amore che l’ha portata lassù al nord, ma si è perfettamente ambientata tanto da scrivere un libro su questo lifestyle:  Lagom, la ricetta svedese per vivere con meno ed essere felici (Rizzoli) lo trovate anche su Amazon.

Palmiro, il mio jack russel: lui forse non lo sa, ma il suo lifestyle è very hygge!

3. Felicità è avere un grande motivo per alzarsi ogni mattina

Per noi è essere consapevoli di quale sia il proprio sogno da realizzare, è trovare la propria passione, è riconoscere la propria vocazione naturale. Per i Giapponesi è l‘ikigai e passano anche una vita intera a cercarlo. Chi invece ha la fortuna di trovarlo presto, si dedica ogni giorno a coltivarlo perché secondo loro questa è la sola ricetta per la felicità. Anche a Rimini c’è un posto che mette i sogni personali al primo posto ed è un ramen bar. Allo Yume (in Via Cairoli), infatti, ci si va per ricongiungersi con l’universo attraverso una ciotola calda di ramen, un piatto nipponico che contiene tutti gli elementi della natura, ma anche per dichiarare, a sé stessi e al mondo, il proprio “unico grande amore”. Appena entrati c’è una grande parete dove la domanda è scritta per tutti “forte e chiara”: qual è il tuo sogno? In definitiva: cos’è che ami davvero fare? Se non lo sai riflettici con calma mentre mangi e prima di andare via la tua risposta lasciala sul muro dei sogni. Fuori dallo Yume c’è spesso la fila: sarà per l’ottimo ramen o per quell’irresistibile promessa che ha il dolce sapore di felicità ?

cena giapponese

La mia ciotola di ramen allo Yume di Rimini

Non so quale di questi tre lifestyle ognuno di voi senta più suo, in realtà io credo che la felicità sia nel punto in cui queste tre coordinate immaginarie s’incontrano.

L’illustrazione di copertina è un progetto grafico di Fern Cjoonet – La foto è stata scattata da me al Festival Torino Graphic Days.

P.S.E già che ci sono, vi lascio le mie  tips su Torino

 

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