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Detox Soul-friendly: 4 Idee Sane Antistress E Giga-free (+ Qualche Tips)

Detox soul-friendly, lo fate mai? In altre parole, fate mai due coccole all’anima? La mia non è un’idea romantica, ma è una questione di lifestyle. Il punto è il bisogno di ristabilire, ogni tanto, il contatto con sè stessi. Come fare? Ecco 4 idee detox per stare bene dentro e fuori (+ qualche fast tips)

Detox soul-friendly per sentirsi bene con se stessi e per sorridere alla vita. Non importa se in campagna o al mare, non importa se per due ore o per due giorni. Se per il body detox passa per movimento ed alimentazione sana (e qui trovate indirizzi e blog), anche l’anima ha bisogno di ossigenarsi e di respirare. Sintetizzando per hashtag la mia idea di detox soul-friendly, quindi, è questa: #senza stress, #senza fretta, e, perchè no, #senzaconnessione

 1. Mangiare al #nostress restaurant  

Perché andare a mangiare a ristorante non sia l’inizio di una (dis)avventura piena di imprevisti e tensioni,  lontana anni luce dal vero motivo per cui uscire a cena: il piacere di prendersi del tempo per sè mangiando (possibilmente bene!) in compagnia di persone con cui si sta bene. Ecco perché a Riccione è nato, da pochissimo, il primo  ristorante “No Stress” d’Italia. Cioè?

nona, riccione

Interno del Nona (Riccione), il primo ristorante No Stress d’Italia

Al Nona (Via Torino 29, di fronte al mare)  si sono inventati una serie di coccole soul-detox. Quando ci sono stata (già due volte in meno di un mese) l’accoglienza è stata attenta e accurata, in pratica niente stress per avere l’attenzione del cameriere di passaggio a cui chiedere dove sedersi. Quando poi mi sono seduta ho conosciuto Marco, il ragazzo incaricato di prendersi cura del “mio” tavolo. Sì, proprio così: la prima cosa che ha detto quando si è avvicinato è stata proprio “Buonasera io mi chiamo Marco e sono il cameriere che si prende cura di questo tavolo”. Solo a questo punto ha lasciato il menù sulla tavola, insieme a una gradevole sensazione di relax.

nona riccione

Il menù #NoStress del Nona (Riccione)

#Nostress Menù (no panic!)

Al Nona ho visto anche il primo #nostress menù della mia vita. E’ no stress innanzitutto perchè propone una giusta quantità di piatti, niente di esagerato (che non produce mai un buon effetto). Ma, soprattutto, è speciale perchè è stampato in due copie identiche accoppiate con una spirale. una soluzione che non ti obbliga a scorrere avanti e indietro fra le pagine tra i piatti proposti all’inizio e quelli proposti alla fine. Certo, c’è la volta che vai a ristorante per mangiare quella determinata cosa e, quindi, vai spedito e sicuro alla parte che ti interessa. Quante volte, invece, ti siedi per mangiare eppure non hai le idee chiare su cosa hai voglia? Non so voi, ma io parecchie! Provo a spiegarmi ancora meglio. In pratica si può scegliere, senza stressarsi, se mangiare pizza o sushi, ad esempio, tenendo la parte superiore del menù aperta su una cosa e quella inferiore sull’altra, così da averle sotto agli occhi entrambe nello stesso momento. Ed è anche una soluzione comoda per scegliere il vino o la birra da abbinare ai piatti, una volta scelti.

ristorante non riccione

Playing & chilling

Durante l’attesa dall’ordine, poi, chiacchierando con le amiche ci siamo divertite e rilassate con i gadget antistress a disposizione. Innanzitutto penne e notes per scarabocchiare liberamente (che poi l’art therapy è un lifestyle che in Europa si sta già diffondendo) e poi i sottobicchieri con mille bolle da far scoppiettare (avete presente il pluriball, no?!?). Come se questo non bastasse per parlare di ristorante #nostress, una di noi aveva lo smartphone scarico e ha risolto il problema mettendolo in carica in un totem re-charge sicuro e custodito. Nell’insieme, molto più che una food experience.

aperitivo

I sottobicchieri anti stress del Nona

 2. Disconnettersi dal mondo con il giga-detox  

In Valmarecchia, sopra Rimini, ho scovato un antico casale recuperato secondo i canoni della bio-edilizia e della sostenibilità dove rigenerare corpo, mente e spirito. Quando sono arrivata al Sasso Erminia, a Secchiano, ho consegnato il mio smarthphone alla reception e chiesto di disattivare in camera wi-fi e tv. E per un buon sonno scaricando gli effetti nocivi delle radiazioni elettromagnetiche accumulate durante il giorno, sul letto ho trovato una speciale coperta in filato di carbonio, argento e cotone per una depurazione totale e profonda nelle ore notturne del riposo.

bed and breakfast Sasso Erminia

Una camera in pietra del Sasso Erminia, il primo b&b interamente eco-sostenibile d’Italia (Secchiano, RN)- La foto è tratta dalla pagina Facebook della struttura –

Questi non sono gli unici motivi per andarci. E’ anche l primo bed and breakfast al 100% eco-sostenibile d’Italia cioè una parte è interamente in legno e balle di paglia, ovvero materiali naturali che non necessitano di impianti di riscaldamento né di raffreddamento, ma anche per la sezione in sasso e pietra sono state utilizzate tecniche bioclimatiche nel pieno rispetto dell’ambiente. Gli intonaci sono rigorosamente naturali ed eco-compatibili, l’arredamento è di riciclo e vengono recuperate tutte le acque piovane. Credetemi, basta un weekend per fare pace con il mondo.

settefonti, ozzano dell'Emilia

Settefonti (BO) – Ph Credtis Ass.ne Cammino Sant’Antonio

    3. Ritrovare sè stessi camminando nella landscape

Certo il più famoso è Cammino di Santiago di Compostela, ma anche in Emilia Romagna ci difendiamo bene, anzi abbiamo un altro primato nazionale. Sono 14 i cammini che qui si possono fare sulle orme dei pellegrini e dei vecchi viandanti. Recentemente è stata messa on line la mappatura con tutte le info utili, comprese le tips per il soggiorno in bed & breakfast, agriturismi e strutture d’accoglienza religiosa, per le soste da non perdere tra pievi e antichi conventi e anche per gli hotspot naturalistici più instagrammabili. Scommettete che se pubblicate l’immagine di un albero secolare grande quanto un monumento collezionerete un bel po di likes? Quando ho dato un’occhiata al sito ufficiale del cammini in Emilia Romagna mi sono ripromessa che prima che torni l’inverno è un viaggio a passo d’uomo che voglio assolutamente regalare alla mia anima.

La mappa dei 14 cammini in Emilia Romagna

4. Viaggiare con il wwoofing

Ho anche voglia di svegliarmi con il canto del gallo e di vivere qualche giornata al ritmo della natura, senza fretta né Mac appresso, ora che ho scoperto chi sono i wwofers. In pratica, in tutto il mondo, ci sono fattorie bio-agricole che accolgono viaggiatori e turisti disposti a dare una mano nelle attività di tutti i giorni. A proposito, sapete cosa significa wwoofing? E’ un acronimo per world wide opportunities on organic farms (se siete interessati a trovare una fattoria dove andare a far volontariato gogglate queste quattro parole). L’associazione c’è anche in italia, e basta iscriversi versando la quota annuale per fare questa incredibile esperienza. Non solo è un bel modo per viaggiare (gratis) ma è anche, e soprattutto, un’idea per vivere a contatto con la natura e rigenerare l’anima.

raccolta frutta

I wwofers offrono aiuto volontario nelle aziende bio-agricole di tutto il mondo: un modo per fa viaggiare anche l’anima

Tra le tante aziende agricole che offrono ospitalità, ad esempio, c’è quella di Katia. Cresciuta al mare si poi è spostata nella landscape dell’Appennino romagnolo (Civitella di Romagna), dove ora vive con la sua famiglia. Sul sito di wwoof Italia(la ricerca si può effettuare per regione)  racconta  che parla inglese e francese e spiega come si può dare una mano in fattoria in cambio di ospitalità: dall’orto (piantare, trapiantare, diradare, raccogliere) alle stalle (pulire i paddock, i ricoveri degli animali, sistemare i recinti, dare il fieno ai cavalli), ma anche confezionare cesti con i prodotti che coltivano o pulire i sentieri nel bosco, tanto per avere un’idea.

Itinerari e luoghi per l’anima in Romagna e nel mondo: my soul detox tips

Ci sono poi posti dove vado per poche ore quando ho bisogno di pace e di bellezza profonda e sono quelli in cui mi piace “ritrovarmi”. A Villa Verucchio (RN), all’interno del chiostro del convento a pochi km dal paese, amo rifugiarmi a fare meditazione presso il Cipresso di San Francesco così saggio, con i suoi 800 anni d’età, ed imponente, con i suoi 20 metri d’altezza. A Pennabilli, invece, mi perdo nel Santuario dei pensieri o nell’Orto dei frutti dimenticati di Tonino Guerra e poi, da lì, mi piace percorrere a piedi la Strada delle meridiane: la chiamano così perché lungo il tragitto ci sono sei orologi solari che scandiscono il tempo secondo metodi antichi quando il tempo era cadenzato dagli eventi naturali, senza troppa precisione né tecnologia. Poi ci sono le mete lontane, quelle dove ogni tanto ho bisogno di fuggire insieme alla mia anima, come la Norvegia e l’Isola di Bali, dove dimentico il superfluo e ritrovo il mio centro.

E ora che vi ho svelato i miei rifugi per l’anima, quali sono i vostri?

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