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Mangiare A Barcelona: Paella E Sangria O (meglio) Tapas E Cerveza?

Mangiare a Barcellona senza trappole per turisti: dritte e indirizzi

Se vai a mangiare a Barcellona ed ordini paella e sangria è come se vai in Puglia e ordini polenta e Nebbiolo. Tu pensi di essere in Spagna (e lo sei), ma i locali sono e si sentono innanzitutto Catalani e  ne vanno molto fieri. Non solo parlano  un’altra lingua e sventolano sui  terrazzi una differente bandiera. Lo stile di vita  in Catalogna è unico e  prende nettamente le distanze dalle altre regioni del Paese. Quindi, a Barcellona come in  Costa Brava,  niente paella (che  peraltro è valenciana), ma arroz e tinto de verano invece che sangria. Ma, soprattutto, tapas, tapas, tapas e litri di cerveza.

Paella??? Arroz e fideuà, por favor!

Mentre facevi la valigia, già t’immaginavi la paella  fumante? A Barcellona, e in tutta la Catalogna, la paella la chiamano arroz ed è questo il piatto da ordinare. La buona notizia è che  la ricetta di arroz e paella è esattamente la stessa!  Certo, in molti posti dove mangiare a Barcellona in menù la chiamano paella, consapevoli di attirare i turisti, ma non quelli frequentati dai locali. Assicurati quindi sempre che in carta ci sia l’arroz se vuoi mangiare bene. Le versioni più classiche il negro (così detto perchè il riso viene cucinato nell’inchiostro della seppia), l’arroz de pescado (di pesce), o con  salsiccia e  verdure. Ed ecco la super tip: arroz o paella che sia, il giorno ideale per mangiare a Barcellona questa specialità è il giovedì, quando in pratica tutti  i ristoranti la includono  tra i piatti del giorno, quindi si va sul sicuro sulla freschezza degli ingredienti e rientra  nel prezzo fisso del menù del giorno (in  genere tra i 15.00 e i 20 euro, disponibile praticamente ovunque ma solo fino alle 16).

boccale di birra
Moritz, la birra di Barcellona

Ti svelo anche un paio di segreti in più: innanzitutto la  paella è un  piatto che i locali mangiano esclusivamente a pranzo, dunque i ristoranti autentici, quelli di cui fidarti, a cena non la servono. Tra gli indirizzi migliori dove mangiare l’arroz o  paella che sia, il Chiringuito di Escribà e Can Majò, entrambi di fronte al mare, la Braceria Nana, nella piazzetta del Clot, e. Els Pescadors, un indirizzo storico (dal 1890) nel cuore di  Poblenou. Altrettanto popolari a Barcellona sono i fideùà,  piatto povero dei pescatori originari di Gandìa. E’ molto simile alla ben più nota paella,  anche la cottura nella  padella piatta è la stessa, ma al posto del riso viene utilizzata una pasta corta speciale, con l’interno cavo, in  grado di assorbire una gran quantità di brodo durante la preparazione.

L’aperitivo all’italiana non esiste: vamos a tapear!

Altro mito da sfatare la sangria, altra classica attrazione turistica come la paella. Piuttosto i Catalani in estate ordinano el tinto de verano (vino rosso e gazzosa), ma quello che i locali amano davvero bere sono birra e vermut. Ci  abbinano le tapas, un must in tutta Spagna, Barcellona inclusa. Oltre che di cucina tipica sono una autentica  espressione della cultura e dello stile di  vita locali. perchè, ricordati, le tapas sono sempre da dividere (para compartir) in mezzo al tavolo. Siediti  e ordinane  tre o quattro, ti sentirai letteralmente parte della città, della sua cultura urbana e del suo stile di vita. Perché, ricorda, vivir es compartir!

menu barcellona
Un tipico menù a Barcellona (se vai in posti veraci ed autentici)

Le classiche sono le patatas bravas, i boquerones (sardoncini marinati) e le croquetas (crocchette fritte) soprattutto quelle di jamòn e di baccalà. E così, intorno al tavolo di una cerveceria a tapear, passa anche la voglia di una cena vera e propria, all’italiana per intenderci. Un bar che non puoi perderti se vuoi mangiare tapas autentiche è La Plata. Non è solo la mia opinione, lo dicono anche il The Guardian e Time Out, due colossi dell’editoria.  Tutta questa notorietà, naturalmente, lo ha fatto diventare ancora più affollato, ma ne vale ancora la pena. Ancora tapas,  ma soprattutto vermut  della casa, quello che di recente si è guadagnato il premio come il migliore  dea città, da Senior Vermut  (nell’Esquierda de l’Eixample, metro Entenca – L5) .

Platillos, cioè la vera cucina tipica catalana a Barcellona

Oltre alle tapas, altrettanti popolari, in Spagna come in Catalogna, sono i “platillos”, piccoli piatti da dividere. La linea di confine tra le due è molto sottile. Diciamo che le tapas sono più nei  menù dei bar, mentre i  platillos si trovano più frequentemente nella carta dei ristoranti. I classici, quelli a  cui la gente del posto non rinuncia mai, sono, ad esempio, il gazpacho e il samorejo (zuppe  fredde da ordinare rigorosamente in estate), la tortilla di patate, i calamari  all’andalusa (fritti) e l’escalivada (a base di verdure al forno), l’insalata russa e le albondigas (polpette, per lo più di carne di  vitello e uovo, stufate al tegame), il polipo alla gallega con alla galiziana, con  paprika e patate). Questi piattini li trovate praticamente in oltre il 90% dei posti dove mangiare a Barcellona, lasciatemi, però, segnalarvi  almeno un must una  fatto di cucina tipica.

tapas bar barcellona
Tapas bar a Barcellona: il posto migliore è sempre “la  barra” (il bancone)

Si chiama Canete (a Raval, metro  Liceo – L3) e qui tutto cominciò quando Antonio, Mari e Manolo si trasferirono da Sevilla a Barcellona in cerca di lavoro. Sto parlando due generazioni  fa. Ancora adesso, tuttavia, non si può andarsene da Barcellona senza aver mangiato da Canete. La cucina non  delude e non chiude mai (dalle 13  alle  24 esclusa la domenica). I posti più  richiesti sono quelli alla “barra”, cioè al bancone, dove la cucina tipica catalana dà spettacolo  (senz’altro più eccitante di uno show di flamenco nel Barrio Gotico offerto a turisti). La maggioranza  delle persone è disposta ad aspettare in fila anche più di mezz’ora per avere uno sgabello in “prima fila” (la “barra“ non è prenotabile), del resto ne vale assolutamente la pena!

Andare a mangiare a casa di un catalano

Immagina di fare una degustazione della cucina spagnola più emblematica e tipica, ma non a ristorante. C’è un sito dove si puo prenotare questa esperienza a casa di  foodies del posto, amanti dei sapori della loro terra ed appassionati di cucina. Si può andare a casa di Francisco, nel  Barrio Gotico, nato e vissuto a  Barcellona. Il menù che propone include una selezione di formaggi locali, gamberi all’aglio, un arroz di pesce e carne e un dolce. Il plus? Anche la musica di sottofondo è autentica al 100% e suonata dal vivo con la chitarra durante il pranzo dal padrone  di casa. Poi ci sono Alfredo e  Mariangela che invece offrono ben dieci portate, dalle tapas più popolari, all’arroz  passando per il polipo  preparato come si fa in Galizia per concludere con la crema catalana. E il tutto è a pochi passi dal Mercato de La Boqueria,  dove promettono di comprare gli ingredienti per preparare il pranzo per gli ospiti.

Al mercado: cibo tipico take away, ma non solo

Tutti vanno alla Boqueria, sulla Rambla, ma in realtà ogni barrio a Barcellona ha il suo mercato coperto (aperti dal martedì  al sabato). Qui i locali ci vanno a fare la spesa quotidiana, ecco perché il posto migliore dove comprare un panino ai sapori del post. Farciscilo con jamòn (rigorosamente tagliato sempre al coltello), chorizo (il salame catalano) e formaggio manchego. In alternativa si trovano anche tanti piatti già cotti da portare via. Oppure, dentro ai mercati, puoi anche fermarti a mangiare. Ad esempio, dentro al Mercado del Ninot (metro L5 Hospital Clinic) puoi optare per i tavoli a fianco della macelleria dove ti serviranno i loro prodotti, o sederti da De Cruz Morales  un ristorante  specializzato in carne frollata e chuletòn (la fiorentina catalana, in pratica). Ovviamente anche all’interno del Mercado de La Boqueria, il più famoso della città, ci si può sedere a mangiare (ma pagando un prezzo ben maggiore che in qualsiasi altro mercato e facendo quasi sempre la fila). Il mio posto preferito qui  si chiama Quim de la Boqueria. Nascosto tra le arcate del mercato, poi, quando la sera i banchi chiudono, apre invece Direkte, favoloso ristorante stellato. Almeno due mesi d’attesa per un tavolo.

jamon spagnolo
I mercati di quartiere sono i posti migliori dove comprare el jamòn iberico, ovvero il prosciutto più caro e pregiato al mondo

 

Questo articolo ha 6 commenti
  1. Grazie, Sabrina! Consigli utilissimi! Non vedo l’ora di tornare a Barcellona e approfittare di questi consigli per vivere nuove esperienze memorabili! Continua a offrirci spunti di viaggio, per favore!

  2. “Se vai a mangiare a Barcellona ed ordini paella e sangria è come se in Puglia a ristorante ordini polenta e nebbiolo”: hai espresso benissimo il concetto. E aggiungo: finalmente qualcuno che lo mette nero su bianco, brava Sabrina! Sono stata tante volte a Barcellona, anche con una coppia di amici che vive lì, ma quando torno a casa mi sento sempre domandare: “Ah, ma non hai mangiato la paella e bevuto la sangria?” A quanto pare, purtroppo la maggior parte della gente non si rende conto che l’accoppiata paella+sangria è l’acchiappaturista per eccellenza. Una volta l’ho anche scritto sul mio blog e ovviamente c’è stata una lettrice che si è risentita per questa mia osservazione…

  3. ciao Silvia, viaggiare non è solo prenotare un volo e un hotel.. Viaggiare implica prendere consapevolezza del luogo dove si è scelto di andare, assorbirne lo stile di vita e la cultura quotidiana, richiede tanta curiosità e grande umiltà. Tuttavia, forse, è più facile e più comodo, “andare sul classico”. Venendo a quello che ho scritto (e ti ringrazio del tuo commento), in fondo iil “fake must” paella e sangria non è poi così distante dall’idea che Barcellona sia solo la Rambla, Park Guelll e la Sagrada Familia, eppure….Quando racconto ai miei amici della poesia di un quartiere come Gracia o dell’avanguardia di un barrio come Poblenou, non trovo mai grande consensi. Eppure è lì che incontri la vera Barcellona e la sua bellezza. PS quando ci torni scrivimi, io sono più la che qua……

  4. Esatto, oltre al cibo c’è anche questo falso mito della Rambla, Park Guell, ecc. Pensa che ho degli amici che sono stati a Barcellona tre volte in crociera, e ogni volta hanno fatto la stessa cosa: passeggiata sulla Rambla, sosta a la Boqueira per mangiare jamón dal primo banco trovato, e di nuovo sulla nave – e tutte le volte mi dicono che loro la conoscono bene la città! Ma qui si aprirebbe tutto il discorso delle crociere…
    Certo, ti scrivo quando torno 🙂

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