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Simone Cannolicchio E Il Suo Viaggio Nostalgico Nel Sign Painting

Il viaggio di oggi è in compagnia di Simone Cannolicchio. Poco più di trent’anni, eppure ha un mood nostalgico.  Colori, pennelli e tanta creatività sono gli attrezzi di questo suo bel mestiere. Cosa fa? Sign Painting.

Simone Cannolicchio, romagnolo, è uno dei primi esempi in Italia a riscoprire il sign painting. L’ho incontrato a San Mauro Pascoli, durante Common Places, una sorta di quartiere artistico che raduna artigiani contemporanei un paio di volte all’anno. Tra designer, sarti e creativi,  Simone era lì con la sua arte, realizzare dal vivo su una grande parete una scritta fatta a mano. Io ero lì perché curiosa di saperne di più sul sign painting, l’arte di pitturare a mano insegne e cartelli. Quando l’ho contattato via mail, ricordo, e poi ancor di più quando l’ho incontrato sembrava quasi meravigliato da questa mia curiosità, ma in fondo, dai, non è proprio un mestiere qualunque anche se per lui è, ormai il pane quotidiano.

sign painting

Un pò artista e un pò artigiano: ecco chi è un sign painter

sign painting a common placesQuando sono arrivata Simone era già al lavoro a fare un’immensa scritta a mano sulla parete di benvenuto. La prima domanda non poteva essere che una “Quanto ci metterai a finirlo?” “Ore!” risponde lui. Come si vede dalla foto in alto, aveva appena iniziato a dare forma alla sua bella scritta fatta a mano. E qui a sinistra, invece, ecco il lavoro finito. Che dire se non, wow! In realtà, come mi spiega Simone Cannolicchio il sign painting non è niente di nuovo. Mi ricorda che fino agli anni ’70 molte insegne e cartelli venivano ancora disegnate a mano. In effetti, ora che ci penso bene, per l’Italia capita ancora di vedere vecchie insegne pitturate a mano sul muro sopra alla porta d’ingresso di locali e negozi. Io le trovo ancora bellissime! Bologna ne è ancora piena, soprattutto nel Quadrilatero ad esempio. Me ne sapete segnalare altrove?

Sign painting, questione di personalità

Chiacchierando con Simone capisco, via via, che i sign painters stanno a metà tra gli artigiani e gli artisti. Uniscono, infatti, un’invidiabile abilità manuale a una forte dose di creatività. Il risultato? Trasformano spazi, negozi, locali attività e commerciali in qualcosa di originale e di unico, valorizzandone la personalità. Ogni progetto inizia su un foglio di carta, mi spiega Cannolicchio. A matita si disegna la scritta da riprodurre poi in scala con pennello e vernice. La difficoltà maggiore, mi fa notare, è inizialmente proprio l’utilizzo del pennello come strumento per la scrittura. Le lettere, però, non è importante siano tutte identiche, perché non è un lavoro di calligrafia né di tipografia. Anzi forse un pizzico d’imperfezione è un punto a favore e quello che davvero conta è che il progetto funzioni esteticamente nel suo insieme.

sign painting

Simone Cannolicchio al lavoro – Ph credits Michele @maikid Lugaresi

sign painting simone cannolicchioPoi, come in tutte le cose, ci vuole naturalmente tanta pratica e altrettanta buona volontà, ma una volta fatta propria la tecnica, rimane tutto il bello di creare ogni volta qualcosa di non replicabile. Sono solo pochi anni che Simone fa di professione il sign painter, aggiungendo personalità a vetrine e negozi della Romagna (nella foto di copertina un’insegna realizzata a mano da Simone Cannolicchio a Cesena, la trovate davanti al Teatro Bonci in centro storico), ma questa nuova tendenza in realtà, in zona  e non solo, sta già prendendo piede. Simone, ad esempio. è già sbarcato anche a Milano durante il Salone del Mobile 2018 per realizzare una grande parete fatta a mano dal vivo. E, chiacchierando, cominciamo ad immaginarci che bello sarebbe se anche gli stabilimenti balneari della nostra Riviera aggiungessero un tocco di sign painting alle cabine! Chissà, a volte i bei sogni si avverano…. Parlando di mare mi viene poi in mente che anche al vecchio circolo dei pescatori di Bellaria, se siete curiosi, c’è un bel lavoro firmato da Simone. Si  tratta di una vecchia  poesia in dialetto romagnolo e la trovate all’ingresso di uno ristorante di pesce tra i miei preferiti, il Libeccio.

Se vuoi fare il sign painter, guardati sempre indietro e non avere mai fretta

Come per tutte le cose fatte a mano un progetto di sign painting richiede tempo, certo ben di più che realizzare la stessa scritta al computer. Il recupero di una vecchia tecnica e di un vecchio mestiere – come mi fa notare Simone Cannolocchio – implica sempre il recupero di una lunga tradizione, e questo ha sempre a che fare con il valore del tempo che forse dovremmo ritrovare aggiunge “Viviamo in un mondo digitale in cui le storie si consumano in fretta e hanno vita breve. Basta pensare, ad esempio, a Instagram: anch’io creo, come la maggioranza delle persone, le cosiddette “Stories” sulla popolare piattaforma, ma 24 ore dopo di quel mio racconto non ce n’è più traccia. Ecco perché oggi, più che mai, lasciare segni permanenti diventa importante”. Simone Cannolicchio, ogni tanto, tiene anche corsi di bella scrittura, le date le trovate sulla sua pagina Facebook. Perché farci un pensiero? Perché in tutto questo c’è il bello del fare e l’emozione del creare.

sign painting a forli

Handmade Markets, my best of

E per fortuna (io dico) gli artigiani stanno risorgendo! E con loro stanno nascendo sempre più handmade market, che sono i miei posti preferiti per lo shopping. Tra quelli che vi  consiglio in  Romagna, Matrioska (dove è stata fatta la foti di copertina di questo articolo) e Gipsy Garden. La particolarità è che entrambi ritornano due volte all’anno (in dicembre e in primavera) e che cambiano sempre location. Per sapere date e luoghi vi  basterà andare sulla pagina Facebook o sull’account Instagram dei due eventi. E voi preferite comprare? Oggetti unici, eco-desig, anche se a volte meno a  buon mercato ovviamente, o siete tipi da centri commerciali, global brands e shopping low cost?

Arte e design: chi e dove, secondo me

Se ti piacciono gli artisti originali, ti suggerisco il mio ritratto su Mauro Roselli, un Modenese davvero particolare cheta mio parere, è autore di lavori meravigliosi  e quello di Diego Cusano, un altro che con l’arte ci sa fare davvero.

Se vuoi sostenere le piccole produzioni creative artigianali sei già stato a Bologna a conoscere le creative di RiSalto?

Vuoi partire per un weekend dove si respira creatività?  London is always London per avvertirla all around, ma anche Anversa è un bel concentrato di bella moda e grande design. Facci un pensierino! Io l’ho trovata super!

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