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A Caccia Di Artigiani: 4 Idee Per Non Essere Banali

E’ la rivincita degli artigiani, finalmente! Pezzi unici fatti a mano rientrano in casa e rispuntano nell’armadio. E’ questione di carattere.

Ripescando una vecchia frase che sentivo in tv, vi parlo di shopping. Non aspettatevi di leggere di brand da multinazionali perché lo shopping che amo è tutta un’altra cosa.  Sono, invece, i pezzi unici che trovo irresistibili, quelli fatti a mano come una volta quando la tecnologia ai massimi livelli era quella di un televisore (e senza digitale né dolby sorrund) integrati). Personalmente oggi come oggi mi sono disfatta della tv perché la trovo superata, ma ho riscoperto con piacere gli artigiani. interpreti contemporanei dell’orgoglio di un mestiere. Difficilmente si trovano nei grandi store globali, discutibili templi commerciali delle multinazionali. Piuttosto li trovate on line, ma non sempre hanno un e-commerce. Non cercano i grandi numeri e se ne stanno lontani dal mainstream. I rispettivi account social sono spesso le loro migliori vetrine. Ognuno di loro è unico, ma gli appartiene e li accomuna un sofisticato stile low profile.

artigiani di scarpe

Artigiani o designer?

Hanno creatività da vendere, eppure la custodiscono gelosamente. Sono artefici dei propri progetti, fanno ricerca costante, sono curiosi e fantasiosi. Dalle loro mani sapienti nascono oggetti che, all’improvviso, ritrovano valore e dignità. La differenza la fa quello che ci viene messo dentro: idee, passione, talento, maestria. E lo fanno con responsabilità. In nome della sostenibilità recuperano, riciclano e reinventano creando così pezzi unici, da indossare o da mettere in casa, che in ogni caso aggiungono stile e personalità. Sono artigiani, ma sono anche designer ed così che mestieri antichi trovano spazio nella globalizzazione attuale creando valore.

borsa artigianale

La mia borsa di Dadaleo, io l’ho comperata a Forlì

4 artigiani e le loro belle storie

1. Gli eco-accessori di Dadaleo

Personalmente da questi artigiani contemporanei ne sono felicemente sedotta e affascinata e ne vado sempre a caccia. E ci faccio spesso due chiacchiere, perché mi piace comperare una storia oltre che un oggetto. Tra le storie più belle, ad esempio, c’è quella di Luisa Leonardi Scomazzoni, per tutti la Leo. Fa eco-bags in alluminio riutilizzando le linguette delle cans. L’idea le è venuta durante un viaggio in Brasile. Qui, come racconta lei stessa, gli uomini vanno in giro con grandi sacchi e rovistano nell’immondizia. Cercano e raccolgono lattine d’alluminio vuote per venderle alle industrie ricavandone una fonte di sostentamento.

il nuovo design artigianale

Babucce con tatoo, da Spot Design Space (Rimini)

E la collezione Dalaleo nasce proprio così, dalle mani di donne di Salvador de Bahia. Il loro lavoro comincia dal procedimento di selezione, battitura, lavaggio, lucidatura e asciugatura delle linguette. Poi prendono filo e uncinetto e le cuciono insieme. Date un’occhiata a questo video, e capirete ancora meglio come nascono le sue meravigliose borse. Io ne ho appena comperata una!

design artigianale fatto a mano

Sculture in fil di ferro, Filo da Torcere

2. La moda su misura di Monica Para

C’è  anche la bella storia di Monica Para che, dopo trent’anni di attività per i grandi brand di calzature, ha realizzato il suo sogno nel cassetto dando vita a Spot Design Space. Crea scarpe e borse, che abbina a qualche capo di abbigliamento. Tutto è unico. La cosa più divertente è che le scarpe, su misura, si possono comporre e personalizzare, come fosse un abito di sartoria. Ma non finisce qui. Sorprende, ad esempio, aggiungendo preziose, leggere piume a rigidi e ruvidi tessuti militari originali per realizzare una deliziosa baguette e una piccola handbag.

dettaglio borsa artigianale

La mia eco-bag di Dadaleo, realizzata con linguette delle lattine

Anche alla iuta dei sacchi utilizzati dall’esercito, attribuisce un appeal inatteso e personale tirandoci fuori un femminile e morbido giacchino. Oppure coinvolge nella collaborazione un artista a disegnare tatoos su alcuni pezzi della sua collezione, che diventa così ancora più speciale e, anche questa volta, sempre unica.

new design artigianale

La natura ispira la fantasia di Alessandro Rizzi

3. Le sculture cruelty-free di Alessandro Rizzi

Vi voglio parlare anche di Alessandro Rizzi che, invece, ha cominciato rubando lispirazione dai classici trofei di caccia per forgiarne, a mano libera, nuove interpretazioni cruelty-free. Alessandro lavora semplicemente, utilizzando solo del fil di ferro e delle pinze. Via via,  dalla quotidiana osservazione della natura, ha realizzato una collezione di sculture, Filo da Torcere. Nascono proprio così quei suoi gentili e originali dettagli di interior, senza troppe pretese.

Galleria Gorza, Rimini: location dell’art&fashion performance di Fabrizio Magnani per Monica Para

4. La Caccia Grossa di Susanna Marabini

artigiani

Uno dei progetti che amo particolarmente è quello di Susanna Marabini. On line la trovate aggiungendo al suo nome Caccia Grossa. Interamente a mano, produce trofei animali. Ha cominciato usando vecchi fumetti, libri scolastici usati, riviste e quotidiani, utilizzando la tecnica giapponese. Poi, oltre alla cartapesta, ha iniziato ad usare anche la rete da pollaio e ad introdurre l’uso di filati e tessuti. Le varianti sono, in pratica, infinite ma ogni pezzo è unico. Quando gliene ho ordinato uno per casa mia è stata davvero dura scegliere! Alla fine ho deciso per l’abbinamento carta e denim e sono molto soddisfatta. Le ho commissionato un somaro, perchè ho trovato molto divertente la sua proposta di farlo utilizzando le pagine di un vecchio dizionario di latino. Mi ha ricordato la leggerezza di quelle mattinate trascorse sui banchi del liceo, con le famigerate, temute. odiate e immancabili versioni di latine. Ricordi sbiaditi, proprio come le pagine del vecchio Castigioni Mariotti usato da Susanna. Allora non capivo quale fosse il senso di dedicare tempo a conoscere una civiltà così antica e a studiare una lingua morta. Oggi, invece, ho cambiato idea.

Urban Markets e botteghe: i covi degli artigiani

matryoshka design market

L’ex macello di Rimini sede di Matrioska#11

Quando gli artigiani  escono dalle loro botteghe, li trovate di solito negli urban markets. A loro piace farsi scovare. In Romagna, ad esempio, piccole produzioni e independent designer si riuniscono a Matrioska,  a San Mauro Pascoli, a Ravenna e a Bologna. Poi ci sono i mercatini itineranti, come ad esempio Gipsy Garden che ogni edizione sceglie una nuova località e una nuova location. Sempre a proposito di handmade e new design, a proposito di Bologna, c’è  una manciata di creative che si sono riunite in una divertente bottega collettiva per prendere le distanze dalla banalità. Sono andata a conoscerle (cliccando sul link potrete farlo anche voi) e ci siamo piaciute subito. Anche lì avrei comperato un bel pò di cose, ma mi ha “salvata” il rientro in treno. Anche a Modena ho conosciuto un artista che è anche un artigiano, si chiama Mauro Roselli. Lui viaggia a grandi livelli, niente mercatini, ma solo collaborazioni di tutto rispetto. Il suo lato più bello, a parer mio, è la capacità di creare in contesti e situazioni diversissimi. Cliccate su suo nome se volete saperne di più 😉

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