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Milano Stazione Garibaldi

Milano vive veloce. Tra arte, shopping, design, cibo e avanguardia qui ci sono la sintesi del presente e i segnali del futuro.

Ogni volta che arrivo a Milano Centrale il ritmo della city-life mi salta addosso. Non è un posto da Dolce Vita, è la metropoli d’Italia. La gente corre, gli affari girano, le metropolitane sfrecciano. E’ un carico di energia e sprigiona quell’audace intraprendenza di cui, di tanto in tanto, ho bisogno. Vi racconto cosa vedere in un giorno.

Milano CityLife, il futuro è già qui

Milano va presa a morsi. Qui bastano anche 24 ore per una scorpacciata di Italian Lifestyle dei migliori. C’è tutto quello di cui andiamo fieri: arte, design, shopping, moda e bei locali. Ero ancora sul treno quando mi arriva un whatsapp da una delle mie amiche local “Vieni a Tre Torri, sulla linea 5, oggi sono tutti qua!”. Si riferiva al nuovissimo e immenso shopping district, il più grande d’Italia, inaugurato da poche ore. Anche se CityLife non era esattamente nei mie piani, decido che un salto vale la pena farcelo. E’ già stato battezzato il quartiere del futuro. I palazzi residenziali si alimentano con energie pulite, un grande giardino delimita la più grande area pedonale della città e i tre grattacieli del quartiere – il dritto, lo storto, e il curvo – portano la firma di altrettanti archistar tra i più quotati al mondo.

milano city life

CitylLife Shopping District – Official Photos

E poi è qui che ha aperto il primo store Habitat d’Italia. Lo amo dai tempi in cui vivevo a Londra questo concept store visionario fondato da Sir Terence Conrad, un tipo che da piccolo deve essere stato nutrito d’avanguardia, e anche se sono passati 20 anni mi ha conquistata di nuovo! Ci spostiamo nella food-court, un mix contemporaneo di sapori italiani con grandi specialità regionali. Ci sono i panini gourmet, c’è la pizza e ci sono le polpette, ci sono i taglieri e i primi, i salumi e la piadina. E’ sabato, sono le 15,00 passate e ogni bistrò è superaffollato, ma a Milano comanda il business e in tempi rapidi ce la caviamo. Ci basta poco meno di un’ora per una buona degustazione di formaggi con un calice di vino e siamo pronte per una nuova destinazione, i Navigli. Basta prendere la metro, come ci si muove a Milano.

Navigli: i canali di Milano

Il mood qui è molto distante da quello della zona del centro e del Duomo: si fa shopping tra urban store di tendenza e affascinanti negozi vintage, c’è uno dei più bei market di Milano (la prima domenica del mese) e c’è un incredibile concentrato di locali.  E poi sembra quasi d’essere ad Amsterdam oppure a Berlino con i grandi barconi che navigano sull’acqua! Dopo aver percorso Corso Ticinese, curiosando in qua e in là, arriviamo alle colonne di San Lorenzo. E’ proprio qui che c’è un negozio dove non ho potuto fare a meno di entrare. Si chiama Immaginaria e se anche a voi piacciono grafica e arte moderna, non potrete far altro che amarlo tra tutte quelle stampe pop, i curiosi oggetti di design e le vecchie copertine di Life. Ma è già l’ora dell’aperitivo e ci incamminiamo verso piazza XXIV Giornate.

doping club, bar a milano

Ladies & Gentleman, The Doping Club

Immaginate di entrare in una bella, bellissima casa di ringhiera. Il Doping Club è un indirizzo molto frequentato a Milano per prendere l’aperitivo, eppure da fuori ha tutta l’aria di un posto che non vorrebbe farsi notare troppo. L’ingresso è da scovare, non ci sono insegne luminose e si trova all’interno del The Yard Hotel. Arredato con poltrone in velluto e morbidi sofà, cuscini scozzesi e valige vintage che parlano di vita per il mondo, il Doping Club si respira sport.

milano, interno the doping club

Viene letteralmente celebrato tra caschi di protezione vintage, mazze da baseball dismesse, sci di vecchia generazione, guantoni da boxe in cuoio, trofei, pattini consumati e mille altri oggetti autentici. Sono grandiosi  i dettagli che arredano questo bar che è una incantevole collezione di design, stile e creatività. Ci mettiamo al bancone, con la musica jazz di sottofondo che amplifica l’atmosfera un pò dandy del posto, ordiniamo due gin tonic e ci perdiamo in chiacchiere.

milano cocktail bar

Dormire a Milano: a little secret (per inguaribili globe-trotter)

Proprio lo sport è il fil rouge che lo lega al The Yard, un boutique hotel con 32 suites una più bella dell’altra. Se vi trovate a Milano last minute e cercate un indirizzo per dormire, potete incrociare le dita e sperare che ce ne sia ancora qualcuna libera:  prenotandola con l’app per globe-trotter HotelTonight potreste trovarla a prezzi vantaggiosi, inferiori a quelli di listino (la prenotazione è attiva dalle 14 del giorno stesso in cui si intende pernottare)

hotel a milano

La reception del The Yard Hotel

Milano Brera: ramen, storia e movida

All’ora di cena, per me e Paola arriva l’ora di salutarci ed io mi sposto in direzione Brera dove avrei incontrato Simona. Non ci vedevamo da mesi (!) e abbiamo deciso di rivederci davanti a un piatto di ramen. Altro ricordo dei tempi di Londra per me, quando li ho scoperti da Wagamama che in quegli anni apriva i suoi primi ristoranti mentre ora è finalmente arrivato, thank God, anche in Italia (a Bergamo e presto anche a Milano). Avevamo prenotato da Zaza Ramen in via Solferino, un noodle bar nel cuore della movida milanese, tra Brera e Corso Como. Le 21 sono passate già da un pò non so dirvi se sia più la gente o siano più numerosi i locali, tutti super affollati. I tako ramen (a base di polipo, verdure, uova e zenzero) erano ottimi e gentilissimo lo staff che ci ha trovato due posti “al volo” pur se era sabato sera e noi ci fossimo presentate con mezzora di ritardo!

brera a milano

Brera

Se ci venite di giorno, non perdetevi la Pinacoteca dentro a Palazzo Brera e fatevi un giro nella bella zona pedonale: è un pezzo di storia della città; ci sono stata in primavera ed è una meraviglia!

Colazione con vista alla Triennale

Il cielo è terso ed è già domenica mattina: qui ci vuole una colazione speciale! Questa volta mi dirigo verso la Triennale, un posto dove amo tornare e ritornare perchè qui c’è l’unico design museum d’Italia e per lo shop che merita sempre una sosta. All’interno c’è anche un bar a cui si accede liberamente, cioè senza dover pagare il biglietto di ingresso alla struttura.

bar triennale milano

Qui ho fatto una colazione lenta sfogliando il quotidiano simbolo della città seduta accanto alla vetrata che si affaccia direttamente su Parco Sempione. A proposito di esperienze con vista, se capitate alla Triennale all’ora di pranzo non perdetevi lo skyline sulla città dal ristorante panoramico all’ultimo piano. In alternativa, potete andare sulla vetta della Torre Branca, proprio a due passi da lì. Ci si sale in meno di un minuto in ascensore e si arriva ad oltre 100 metri da terra: eccome se ne vale la pena !

museo del design, milano

La mostra attualmente in corso al Museo del Design della Triennale di Milano: perfetta anche con i bambini

Isola, sempre una grande certezza

Prima di ripartire non ho resistito e sono tornata a fare un giro ad Isola, il quartiere che a Milano mi assomiglia di più. E’ proprio alle spalle di Piazza Gae Aulenti, altro grande simbolo della città che cambia senza fermarsi, ma qui il ritmo magicamente si rallenta. Per arrivarci basta prendere la linea 2 della metropolitana, scendere a Garibaldi, attraversarla e poi camminare tenendosi a sinistra il Bosco Verticale.

bosco verticale, milano

Milano, contrasto tra presente e futuro: il quartiere Isola con alle spalle il Bosco Verticale (in fondo)

milano isola

A sinistra Anche*, a destra Frida

Qui di domenica i Milanesi si prendono una pausa: fanno il brunch da Anche* o chiacchierano nel cortile verde di Frida, anche secondo il NY Times tra gli indirizzi più cool di Milano. Ma è ora di andare a prendere il treno per tornare in Romagna. Da Isola tornare in Centrale è comodissimo: si entra dal retro di Garibaldi, costeggiando binari e murales.

street art a milano

La street art alla stazione di Milano Garibaldi

Quella tra me e Milano è una lunga storia iniziata quando ero bambina. Sì sono nata in Romagna, ma tirata su da una nonna che mi raccontava delle prime alla Scala e dei grandi atelier di moda. Mentre mi insegnava a fare il risotto diceva “mi son de Milàn!”, ed ora capisco cosa volesse dire.

 

 

 

 

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