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Viaggio A Bali, L’isola Che Ti Convince Che Il Paradiso Esiste Davvero

Un viaggio a Bali e ti ricordi, all’improvviso, il senso delle cose. Le rimetti in fila e, mentre la tua anima prende ossigeno, tu ti ricordi finalmente chi sei davvero.

bali, indonesia

Bali I Love you

Bali, erano anni che dicevo a me stessa che un giorno ci sarei andata e, un bel giorno, così ho fatto. Anche se ci vogliono 16 ore di volo (via Dubai, volo operato da Emirates) e se non avevo tanto tempo (solo dieci miseri giorni, sigh), ne è valsa la pena ed ecco cosa ho messo nel mio trolley durante il mio mio viaggio a Bali. A lungo, dentro di me, ho fantasticato su questo progetto che non ho mai tradito, e mi immaginavo un gran bel posto esotico. Vero, ma è molto di più. Bali è un mood che ti fa innamorare, un insieme di sensazioni impalpabili, eppure intense e profonde. Non è facile provare a condividerle a parole, ma io ci voglio provare.

tramonto a bali

Tramonto a Lovina

Bali, pura magia

Vorrei parlarvi dei tramonti magici di Lovina, delle scimmie dispettose che ho incontrato a Ubud, dei delfini curiosi che mi hanno salutata in mare e potrei parlarvi ancora di mille altre cose, ma lo lascio fare a chi conosce Bali molto meglio di me che ci sono stata poco più di una settimana. Se siete in partenza o state programmando un viaggio verso quest’isola (il periodo migliore per andare a Bali è da maggio a ottobre), vi consiglio di dare un’occhiata al blog Bali Bagus perchè ci troverete un sacco di ottimi consigli per un viaggio a Bali.  Per il mio racconto io scelgo una prospettiva diversa: qui non troverete spunti sulle migliori esperienze da fare a Bali o buoni indirizzi da non perdere, ma capirete (spero) perchè vale la pena andarci.

bali risaie

Bali, un posto magico

Bali è un paradiso, eppure non è un sogno ed è un lusso che vale più di qualsiasi suite, anche se qui c’è l’albergo più bello del mondo, La prima mattina mi aspettava sorridente Jilsgawa, il mio local driver, mi ha proposto di iniziare la giornata sorseggiando un ginger tea da amici del posto. Grande esperienza, ho pensato, e ho accettato con entusiasmo. Proprio la loro casa è stata la prima cosa a sorprendermi in questo posto nel mondo dove niente è uguale ad altrove. Qui le costruzioni tipiche per lo più sono aperte, sì intendo senza pareti, riparate solo da immensi tetti spioventi realizzati con foglie di banano e di bambù. Le case nonostante siano semplici e modeste hanno una grande dignità ed ognuna ha il suo piccolo tempio per il raccoglimento e la meditazione.

bali indonesia

Chiacchere con Ketut, l’amico di Jilsgawa che mi ha accolta a casa sua e offerto un ginger tea. Il suo nome indica che è il quarto figlio in famiglia

Cosi esotica, così libera

Le poche strade che ci sono sono libere: niente mezzi pubblici, né semafori, né stop agli incroci, solo una marea di motorini che le percorrono carichi di persone (ci salgono anche in 3 – 4) e di merci d’ogni genere. Sopra ci portano di tutto, trasportando per lo più i frutti di una terra tanto rigogliosa quanto modesta. Gli orizzonti, vicini o lontani che siano, sono di un verde che più verde non si può. Le palme svettano ai lati delle strade, tra liane e piante d’ogni tipo che non pensavi nemmeno esistessero e, cariche di fiori, ne disegnano con grazia i confini.

risaia balinese

E poi le risaie, quelle dolci infinite distese, le montagne aspre e i vulcani per il trekking, i laghi e i fiumi da cavalcare sui gommoni. Mentre insieme a Jilsgawa la giravo in lungo e in largo (è piccola più o meno quanto la Liguria) pensavo spesso dentro di me: alla prossima curva tutto questo sarà finito, e invece era come un mare bellissimo di cui non si vede mai la fine. I miei occhi continuavano a riempirsi di questo Eden che più che a un luogo reale assomiglia al Paradiso, almeno a quello che a me piace immaginare.

lago bali

Perché la chiamano l’isola degli Dei

Se farete un viaggio a Bali preparatevi a dimenticarvi delle barriere architettoniche: niente palazzi né cartelli pubblicitari né insegne.  I templi, invece, quelli sono ovunque: sull’oceano, sulle scogliere, nelle foreste, sui laghi, lungo la strada. La preghiera è il senso della vita terrena e ogni giorno il pezzo più importante della vita quotidiana, un rito pieno di rispetto, una pratica così sincera che mi ha fatto riflettere. In ogni dove, poi, troverete le offerte votive: sono per terra, fuori dalle case e dentro le botteghe, nei templi come sui cruscotti degli autocarri carichi di gente che si spostano da un villaggio all’altro. Sono piccole composizioni colorate fatte di petali, monete e cibo che i locali compongono con grande semplicità, ma che ogni giorno offrono con totale devozione.

bali, offerte votive

La cerimonia del silenzio: il Nyepi Day

I balinesi, per l’85%  induisti, sono un popolo affascinante e dolcissimo che caccia le divinità maligne limandosi i denti e per tenerle lontane ripara i templi con tanti ombrellini colorati. Per parlare con gli dei fanno volare gli aquiloni alti nel cielo e partecipano in massa a riti propiziatori e cerimonie. Sì, i balinesi vivono così. La ricorrenza religiosa più suggestiva dev’essere il Nyepi Day, di cui mi ha raccontato un amico che ha vissuto tre mesi su quest’isola . E’ il giorno del silenzio, la data non è fissa ma coincide sempre con il Capodanno Balinese.

offerte al tempio, bali

Se farete un viaggio a Bali e vi troverete sull’isola in occasione del Nyepi Day sappiate che per 24 ore non troverete nessuno per le strade, perché l’isola si ferma. Completamente e letteralmente. In pratica è come se all’improvviso Bali diventasse deserta, perchè è proprio questo l’inganno. Solo così  le divinità maligne secondo quelli del luogo, trovandola all’improvviso deserta e abbandonata, se ne andranno altrove. Persino l’aeroporto è chiuso. Dalle 6 del mattino alle 6 del giorno successivo i locali si dedicano alla riflessione. Non si possono nemmeno accendere fuochi né si può utilizzare l’illuminazione. Ah, se alloggerete in hotel le finestre delle vostre stanze verranno oscurate

indonesia, bali

Lungo la strada che porta al tempio Besakih donne del posto ,vendono cibo per gli dei

I templi di Bali

Per tenere lontano il male, tre giorni prima del Nyepi Day iniziano le celebrazioni di purificazione, i pellegrinaggi per donare le offerte, i sacrifici degli animali. Durante la mia permanenza anche a me è capitato di assistere ad una cerimonia sacra. Quella mattina ero andata a visitare il tempio Besakih. Pioveva (anche se a Bali ci andate in estate portatevelo comunque un k-way), ma la pioggia non scoraggiava le migliaia di balinesi di tutte le età che, in file ordinate e silenziose, salivano le ripide scalinate che portano al più grande tempio dell’isola (in tutto sono circa 20 mila, anche sul mare) per portare doni e offerte gli Dei. .

Sopra: Ritratto di donna balinese seduta fuori da un tempio che compone offerte votive. Sotto il tempio di Ulun Danu Bratan, circondato dal lago, in onore alla dea delle acque

tempio sul mare a Bali

giovani a bali

Ragazzi balinesi al mercato delle spezie. Smartphone, automobili e scooter sono gli unici oggetti “globali” diffusi sull’isola

I Balinesi, come vivono

La gente del posto vive di niente, mangia con le mani qualche pugno di riso e beve acqua di cocco. Svolge mestieri modesti,  lavora sodo seduta per terra o con la schiena riversa per ore sui campi di riso. Eppure sorride sempre e con un dignità disarmante ti spoglia in un secondo di tutte quelle false certezze del mondo occidentale. La gente è socievole e divertente: se farete un viaggio a Bali aspettatevela piena di turisti e viaggiatori, sempre bene accolti. Oltre alla natura incontaminata sono proprio i balinesi ad essermi piaciuti. I posti dove incontrarli più da vicino sono i mercati ed è molto facile scambiarci due chiacchiere.

Donna in un mercato di Bali che compone offerte votive

Di mercati ne ho visitati tre, in alcuni ci sono le classiche bancarelle mentre in altri le merci sono appoggiate direttamente a terra. Tra profumi e colori, c’è di tutto: pesce vivo e affumicato, spezie vivaci e tabacco da fumare, carne cruda e cotta, verdure d’ogni colore e frutti succosi. Assaggiate qualcosa perché ne vale la pena, cominciate con una noce di cocco e sentite quanto è dolce il suo succo.

cocco, bali

Bere l’acqua di cocco, l’ha fatto anche Obama 😉

Cosa comprare a Bali

Durante il vostro viaggio a Bali, dimenticatevi di quello che ci hanno convinti sia necessario per una vita serena e riappropriatevi del senso vero delle cose. Questo non è il posto dei brand e grandi marchi ( fatta eccezione che a Kuta e Seminyak, dove vi sconsiglio di andare). In ogni caso contrattate sempre prima di comprare: di solito ai turisti alzano un pò i prezzi e c’è sempre margine per la trattativa.

bali, food market

A Bali è non ci sono nemmeno i classici souvenir. Niente calamite insomma, se volete comprare qualcosa da portare a casa ci sono invece affascinanti maschere in legno intagliato e sete meravigliose. A tesserle sono le donne:  imparano quando hanno dieci anni e poi continuano a lavorare al telaio tutta la vita per 5 ore al giorno perchè secondo la cultura locale altrimenti nessuno le sposerà. Anche i monili d’argento sono lavorati a mano e assemblati con le colle naturali estratte dalle piante.

donna che tesse a bali

Secondo la cultura balinese una donna che non sa tessere non trova marito

bali risaie

Se vi siete convinti che vale la pena programmare un viaggio a Bali  sul mio blog trovate dieci esperienze da fare su quest’isola dove si vive come in una favola mitologica, tra riti e divinità. Sono cose semplici, ma hanno dentro tutta l’incredibile magica essenza di Bali

 

 

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