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Artigianato Locale Bucarest

La prima parola che mi viene in mente per raccontare Bucarest è contrasti. La seconda è domani.

Contrasti e domani. Perché queste due parole? La prima perché Bucarest è forte e ruvida come i più accesi dei contrasti. E’ underground, acerba  e gioca in retroguardia, ma è altrettanto curiosa di scoprire nuovi mood, capire chi diventerà. A me fa venire in mente un adolescente, sarà forse perché ne ho uno (very underground) per casa. Pur se è ancora fuori dai circuiti di viaggio più desiderati, sono pronta a scommettere su Bucarest. Per me, con quella mia eterna voglia di arrivare nei posti un attimo prima che esplodano (dal 1995 a Sharm El Sheikh fino all’anno scorso a Budapest), ora è la destinazione perfetta.

bucarest lifestyle

Bucarest oggi: come si vive

La città è un mix architettonico di stili: ci sono i quartieri residenziali di grande fascino e dignità e ci sono i palazzi del periodo comunista, consumati e decadenti. Ma c’è anche già l’architettura contemporanea che s’innesta piano, senza far rumore. In giro non è ancora arrivato il momento dei grandi fashion brand: gli official store si contano sulle dita di due mani, eppure sono parecchie le local che hanno già voglia di moda. Il cibo tipico resiste, orgogliosamente, ma brunch e bio food sono già in città e sui social network. Prima di atterrare, ho fatto un pò di ricerca su Instagram e sono parecchi gli account da cui prendere ispirazione per un itinerario, ma il bello, come sempre, arriva da sè. Una volta sbarcati a Bucarest Otopeni, come arrivare in centro? Due opzioni:i c’è un bus navetta (oltre 1 ora di tragitto) oppure ci sono i transfer privati con autista. Dopo qualche ricerca on line abbiamo scelto e prenotato. In due ci è costato 9,90 euro a testa, il servizio puntuale e comodo, e in 40 minuti siamo arrivate in città. Ed eccoci finalmente a Bucarest, pronte a scoprire come si vive nella capitale della Romania.

Effetto dejavù

aquarela, bucarest

Bucarest mi ha ricordato, da un certo punto di vista, il mio primo viaggio a Berlino, una ventina d’anni fa. Esattamente come nella capitale tedesca, tanto ma non troppo tempo fa, anche qui i posti più cool sono da scovare. La vita notturna è sommersa: nei bar sul rooftop di un ostello, nelle feste dentro ai palazzi, negli spazi urbani. Se ci andate, esplorate. Non ci sono grandi insegne luminose, sta a voi cercare nelle pieghe della sua anima underground.  Appena arrivate, ad esempio, io e la amica Veronica (in viaggio con me) abbiamo deciso di andare a cena al bistrò “Aquarela”. E’ in Strada Polonă, ad una mezz’oretta a piedi dal nostro hotel in pieno centro storico, e ci è sembrata la scelta migliore per iniziare a guardarsi intorno. Dalla strada non sembra nemmeno un locale pubblico, assomiglia più a una casa. Nessuna insegna luminosa, tanto che per un attimo abbiamo pensato di aver sbagliato percorso. Superato il cancello, invece, il suo dehor esterno ci ha lasciate a bocca aperta! Anticonformista, anti-design con quelle vecchie vasche da bagno utilizzate come divani, gli ombrelli appesi a testa in giù al posto dei soffitti e vintage wagon convertiti in banconi bar.

Bucarest: quattro buone ragioni per arrivare prima

1. E’ cool & low-cost

cena al bistrò amatela di bucarest
Soprattutto se si evita di fermarsi a Old Town, mangiare a Bucarest costa poco. Venti euro per due cocktail ben fatti e due buoni burger preparati con pane e formaggio locale, aggiunta di patate e di salse home made. Ma anche il bio-food (a cui io non rinuncio mai) in città è assolutamente abbordabile. Da “Van Fruct” (Campineau Str.), ad esempio, servono per pochi euro estratti di frutta fresca e waffles preparati espressi con pastella fatta in casa e farciture veggie di provenienza biologica. Birra a parte, la scelta più economica, se dopocena vi va qualcosa di più forte, bastano 6 euro per due buoni shortini a base di distillati di qualità (Shoteria, Strada Șelari). Se decidete di utilizzare il taxi per muoversi in città, è altrettanto cheap: 1 euro per 3 km di giorno, circa doppio la sera (il costo è inferiore a 4 euro all’ora di trasporto). In alternativa per andare da un quartiere all’altro c’è anche la metro.

bar bio a bucarest

VanFruct, bio bar a Bucarest

2. Cărtureşti, nella top ten delle librerie più belle in Europa

E’ il simbolo del cambiamento già in moto in città di cui vi sto parlando. E’ a Old Town ed è un posto che riflette già la prossima immagine di Bucarest. Si chiama “Cărtureşti Carusel” ed è una libreria a quattro piani, menzionate tra le più belle d’Europa. In questo spazio insieme antico e moderno, l’editoria (10 mila volumi) si mischia ai vinili, agli accessori 3.0, al piccolo design e tutto li dentro parla di un nuovo lifestyle pronto ad farsi spazio in città.
Io mi sono persa tra i the organici da abbinare alle tazze colorate d’ispirazione nordica, le pubblicazioni di fotografia, food e moda, i notes e quaderni in materiali di recupero. Dopo aver riempito lo shopping basket, io e Veronica ce ne siamo salite all’ultimo piano al bistrò. Un posto di  design dal mood contemporaneo che è in totale contrasto con lo stile tradizionale dell’edificio, eppure l’insieme è un gran bel mix!

bucarest carousel

Cărtureşti Carusel: 3 piani di libri, vinili e design + bar on the top floor

3. Lo shopping è ancora original

artigianato rumeno a bucarest

A Bucarest c’è anche tutto il bello di comprare cose originali, in altre parole tipiche, pezzi autentici della cultura locale. La maggioranza sono fatte a mano. Gli artigiani si trovano nei piccoli mercatini (non immaginatevi Portobello Market, sto parlando di una decina di bancarelle in tutto) e nei negozi che vendono arte rumena. C’è anche tanto trash, ovviamente, ma, evitando i souvenir shop di Old Town, in città si trovano buoni indirizzi

L’handmade è all around

Dietro all’Ateneo, ad esempio , tra caffè affollati con connessione wi-fi e vecchie sale da the, al “My Romanian Store” (Strada Episcopie) io e Veronica ci siamo innamorate di tee-shirt in cotone organico e trousse, entrambe ricamate a mano. Deliziose anche le calamite in legno da mettere sul mio frigo (non resisto mai, anche se ormai non c’è più posto…). Al mercato delle pulci del quartiere, invece, abbiamo trovato gonnelloni e maxi pull fatti a mano (c’è la domenica). Proprio lì, aveva il suo banco anche un ragazzo che realizza oggetti tradizionali. Usa solo materiali naturali, cotone, lana, terracotta e bambù.
Un capolavoro fermarsi ad osservarlo intagliare a mano il legno con cui crea cucchiai colorati decorati con un delizioso motivo floreale d’ispirazione Liberty (lo fa da vent’anni). Bellissimi, tanto che ne ho comprati due e ci ho fatto la copertina di questo mio racconto. Prima di salutarci  ci ha lasciato i contatti. Il suo biglietto da visita è un foglio A4, senza grafica né logo, scritto come fosse un documento.

4. L’arte è lifestyle

Il lifestyle a Bucarest è senza troppe pretese. Ce ne siamo accorte subito appena arrivate. Era l’inizio del weekend, un venerdì sera di metà ottobre, e nelle stradine di Old Town centinaia di ragazzi si divertivano ballando e cantando a squarciagola, con al massimo una birra in mano. Ma a Bucarest due sono i veri must: fumare l’arghllè e dipingere in compagnia.  Se a rilassarci colorando noi italiani non ci siamo ancora abituati, in realtà è una forma di benessere personale che il resto d’Europa sta già scoprendo. Una bella sezione libri da colorare a Bucarest la trovate da Carturesti Carusel, o in alternativa anche on line (ad esempio su Etsy) ce se ne sono di bellissimi. E poi il quartiere di Lipscani, pieno di piccole gallerie e di botteghe d’arte con tutti quei tubetti di colore e pennelli. Di quadri sono pieni anche i piccoli local market: dipingere è cool a Bucarest, il lifestyle del posto passa anche da qui.

Una coppia dipinge da Aquarel bevendo un drink

Mercatino a Lipscani

5. I dj set nel complesso termale più grande (e figo) dell’Est Europa

Non lo sapevo, ma le terme di Bucarest sono il più grande water park dell’Europa dell’Est. Destinazione perfetta per l’ultima sera, ci siamo dette io e Veronica! Per arrivarci ci vogliono una quarantina di minuti, ma abbiamo approfittato del free bus che parte dal centro (fermata a Plata Romana). Ci aspettavamo un bel posto dove la gente si va a fare la sauna (ce ne sono 10) e l’idromassaggio, ma non ci saremmo mai immaginate che, invece, i local qui si bevono anche un paio drink nei pool bar ascoltando musica chill-house etrascorrono la serata divertendosi. E dopo le piscine, il benessere e l’aperitivo, sono in molti quelli si fermano a mangiare in uno dei due ristoranti all’interno. Di venerdì e di sabato le terme di Bucarest chiudono alle 2 di notte, e ci sono anche i dj set. Ora che lo sappiamo, la prossima volta, verremo anche a divertirci…

terme di bucarest

 

 

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