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Te Giapponese Wabi Sabi Culure

Tè- sencha bio. Tatami, origami e futon con vista sul laghetto delle carpe koi. La grande vasca per Ofurò, il rito del bagno di rilassamento tradizionale del Giappone: Wabi Sabi Culture, geograficamente nelle Marche, è un viaggio in Oriente

Marche vere, Giappone autentico

Immaginandomi di dovervi dare le coordinate per raggiungere Wabi Sabi Culture in aereo, lo riassumerei così: final destination Giappone con stop-over a Sin Ginesio, un borgo delle Marche in provincia di Macerata. Invece sono partita in macchina, ho preso l’A14 e mi sono bastate in un paio d’oreQuando sono arrivata ho pensato che avessi sbagliato strada. La via dove mi aveva condotta il GPS era senza uscita. E poi, nonostante la luce del giorno stesse per andare via, non vedevo insegne luminose d’alcun genere a rassicurarmi sul fatto che avessi raggiunto la mia meta.  Poi, invece, quasi per caso ho notato quella piccola targhetta in doppia lingua, giapponese e italiano (in quest’ordine).

giardino wabi sabi culture

Benvenuta a Wabi Sabi Culture

Quando ho prenotato pensavo a una struttura turistica nelle Marche con un deciso Japan mood, ma mi sbagliavo. Wabi Sabi Culture è lontano più o meno quanto le Marche dal Giappone da qualsiasi concetto commerciale. E’ un’esperienza a tutti gli effetti, un’opportunità di immergersi nella cultura del Giappone antico. Ma cercherò di andare per ordine. Ad aprirmi il cancello dell’unico bio-Ryokian d’Europa (perchè di questo si tratta) è arrivata Serenella. Lei indossa un paio di zoccoli d’ispirazione orientale, una tunica avvolta da una grande mantella  e dei pantaloni loose. Anche io sono in pantaloni, ma i miei sono perfettini e con la piega stirata. In una mano ho il portatile e nell’altra il trolley, e porto scarpe di cuoio stringate. Mi è bastato soffermarmi un secondo sui nostri rispettivi aspetti per capire che quella era tutta un’altra dimensione da quella da cui io ero venuta.

cerimonia del te, giappone

Tè sencha, tatami, futon e aromaterapia: l’inizio del mio viaggio sensoriale

Serenella mi invita nella stanza del tatami e mi fa notare che per raggiungerla c’è da fare il percorso della consapevolezza. Quella serie di pietre a distanza irregolare e di misure diverse che richiedono attenzione nel cammino sono il primo messaggio di Wabi Sabi Culture: qui si vive nella consapevolezza del momento, perché questo è un luogo di benessere per la mente e per l’anima. Ecco come un’ordinaria trasferta nelle Marche si trasforma in un meraviglioso viaggio sensoriale. La stanza ha una luce calda e intensa, illuminata da grandi lampade in carta di gelso fatte a mano tutte da lei. L’aromaterapia delle essenze che coltiva nel centro con suo marito Ricky arriva dolce e decisa attraverso la luce calda e giallognola. Mentre Serenella prepara del the sencha, mi guardo intorno.

wabi sabi culture

La stanza dei tatami, dove mi ha accolta Serenella

C’è una grande parete piena di letteratura orientale e testi di filosofia Zen, ci sono maschera tipiche, origami, orchidee. Gli arredi sono tutti pezzi originali, mi spiega, realizzati da anziani artigiani e artisti giapponesi. Lei e Ricky, mi racconta sorseggiando the bio, hanno riempito due container per dare spazio, su quella collina delle Marche, alle loro due grandi passioni: il Giappone antico e il buddismo. Ci hanno messo dieci anni per trovare il posto con la giusta energia e trasformare tre vecchi casolari in una locanda tradizionale giapponese.

wabi sabi culture

A destra Serenella del Wabi Sabi Culture

Hanno utilizzato i criteri della bio-architettura e della bio-edilzia, inserito una stanza per la cerimonia del the (cha-no-yu), una sala per il  bagno tradizionale (ofurò), un tempio per la meditazione tibetana, tre piccoli cottage per gli ospiti e un laghetto per le carpe Koi. Io dormirò proprio lì davanti, e mi sembra perfetta come casualità, riflettendo sulla loro simbologia. Le carpe koi rappresentano infatti innanzitutto la perseveranza e la determinazione, ma poiché sanno nuotare controcorrente personificano anche l’anticonformismo, ovvero la forza di non seguire la corrente, bensì d’ intraprendere la propria via indipendentemente. Qualcosa, a me, assolutamente familiare.

wabi sabi culture, marche

 La vasca in legno di hinoki do si vive l’esperienza di Ofurò, Il rito tradizionale del bagno giapponese dalle proprietà purificanti e rilassanti

Tutta l’energia di un luogo generoso

Prima accompagnarmi nello chalet dovrei avrei trascorso la notte, Serenella mi illustra il disciplinare. Non si entra in un nessun ambiente con le scarpe ai piedi, non si fuma (nemmeno all’esterno), né si utilizzano durante la permanenza profumi all’interno delle stanza. Il rispetto per la filosofia giapponese Wabi Sabi (alla lettera la bellezza dell’imperfezione) qui è richiesto e dovuto perchè l’intenzione è quello dello scambio culturale. L’atmosfera ha l’impalpabilità di una poesia e l’austerità di un rito sacro, come quello d’iniziazione compiuto su tutta l’area da parte dell’abate del monastero privato del Dalai Lama per purificarla.

wabi sabi culture, marche

Appena entro nella mia stanza mi avvolge come un abbraccio il dolce profumo dell’aromaterapia e, proprio in quel momento, decido di saltare la cena. Serenella mi ha consigliato di provare i ravioli al limone di Isolina, un ristorante a un paio di km, ma io sto bene lì. Ho voglia d’immergermi totalmente in quel silenzio assoluto che evoca un meraviglioso senso di pace interiore: mi appoggio sul futon e lo ascolto. Non ho bisogno d’altro. Senza nemmeno rendermene conto mi addormento profondamente ancora semivestita, senza fatica né pensieri, una volta tanto.

stanza wabi sabi culture

Il mio risveglio con vista sul giardino giapponese

Quando mi risveglio è già mattina e mi rendo conto di aver dormito dodici ore di fila, dopo secoli che non accadeva. Fuori dalla vetrata del mio chalet c’è tutto lo splendore di un tradizionale giardino giapponese, acceso dall’autunno e intenso come le foglie degli aceri rossi. Esco in perlustrazione e mi perdo nella scoperta di quel luogo unico. Quando raggiungo Serenella le racconto entusiasta di quella mia lunga e straordinaria dormita, ma lei non pare sorpresa “Questo è un posto generoso, ad ognuno da quello di cui ha bisogno”.

colazione giapponese

Colazione vegana con la faccina del buongiorno

Arriva il momento della colazione, 100% vegana e preparata in casa. Con dello yogurt di mandorla alla vaniglia, Serenella ha composto delle buffe faccette del buongiorno, come le chiama lei. Durante il pomeriggio sono in arrivo altri ospiti per un laboratorio di origami: impareranno a realizzare decorazioni natalizie alternative e i Mizuhikii, biglietti augurali dell’arte giapponese. Per me è arrivato il momento di ripartire, invece, ma il tempo da Wabi Sabi Culture magicamente si espande e mi sento comunque appagata dalla mia permanenza, seppur così breve.

wabi sabi culture, marche, san ginnasio

L’interno del tempio buddista

Questo magico viaggio interiore, mi ha fatto ripensare al mio recente viaggio a Bali. Certo sono due mondi molto distanti, ma in entrambi i casi sono tornata sentendomi profondamente arricchita. In comune queste due esperienze hanno avuto per me la poesia della semplicità e la bellezza dell’autenticità e hanno saputo donarmi grandi benefici per l’anima. In questo caso, poi, c’è il grande vantaggio che per raggiungere Wabi Sabi Culture non occorrono sedici ore di volo. Arigatou Goizamasu, come ho imparato da Serenella.

 

 

This Post Has 2 Comments
  1. Articolo stupendo… è riuscito a dare un poco poco di pace anche a me in questa Domenica mattina… sorrido pensandoti tranquilla e serena, prima di viverti l’Ofurò… “oh no ci voleva il costume” “oh si, ho quello supeVfashion ancora lì dalle terme di Bucarest”
    🙂

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