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Indonesia, Bali, Frangipane

Bali è la più piccola isola dell’Indonesia, eppure è stata capace di rapirmi l’anima e stregarla. Come in un’affascinante favola mitologica, tra riti e divinità.

Se siete diretti in Indonesia, sull’Isola di Bali, sono almeno dieci le esperienze da vivere assolutamente. In fondo sono cose semplici, eppure sono incantevoli. Fatele: hanno dentro tutta la sua incredibile magica essenza e vi stregheranno l’anima, inebriandola di armonia, stupore e immensa serenità.

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1. L’aroma dei the e dei caffè locali

Se fate tappa a Ubud (e, mi raccomando, non rinunciatevi: è il cuore dell’isola) mettete nel vostro itinerario una visita a una piantagione di the e di caffè. Qui sull’isola di Bali entrambe queste bevande così quotidiane diventano straordinarie perché profumano dei frutti e delle piante del posto.  Io, che sono una gran curiosa, dopo una una piccola degustazione che mi ha permesso di assaggiarne diversi tipi, alla fine in valigia ci ho messo il ginger tea. E ora a casa, ogni mattina, comincio la mia giornata ripensando a quel mio meraviglioso viaggio. Tutto un altro inizio, tutta un’altra storia, intensi come l’Indonesia.

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2. L’incanto dei campi di riso

Bali è un susseguirsi di risaie di un verde assoluto, per intenderci quello che ci hanno fatto sognare le immagini di “Mangia, prega, ama”. Jiulia Roberts in giro in bicicletta per i campi di riso intorno a Ubud è davvero indimenticabile!  Se è questo il vostro piano, non farete fatica a trovarne una a noleggio. In alternativa, però, si possono fare anche splendidi percorsi a piedi, come ho fatto io sulle terrazze di Tegalallang (a 10 km da Ubud). E dopo la passeggiata mi sono seduta a lungo in un piccolo delizioso caffè panoramico intitolato a Dewi Sri, la dea del riso che protegge il raccolto. Godendo in silenzio di quella spettacolare atmosfera, un senso di pace assoluto e di immensa tranquillità mi ha dolcemente attraversato mente, cuore e anima tanto che di lì non sarei più andata via e che ho già in mente dove andare la prossima volta. Quando tornerò a Bali me ne andrò alle risaie di Jatiluwih nella zona di Tabanan. Sono un pò più lontane, ma sono talmente belle che l’UNESCO le ha proclamate patrimonio dell’umanità.

3. Il profumo dei frangipane tra i capelli

Gli alberi, a Bali, di frangipane sono colmi. Ce ne sono di bianchi, gialli e rossi e in Indonesia sono considerati fiori sacri. Raccoglietene uno e indossatelo come elegante ornamento tra i capelli: così fanno le donne indonesiane. Secondo i locali il loro profumo è eterno. Ogni giorno le donne balinesi, intrecciando foglie di bambù, compongono i piccoli cestini votivi colorati e profumatissimi per propiziarsi il favore delle divinità benigne a cui offrono fiori di frangipane, incensi e cibo.

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4. La danza dei delfini all’alba

Se nel vostro itinerario di viaggio fate tappa a Lovina, puntate la sveglia alle 5.30 e andate in spiaggia. Qui troverete tanti locali pronti a caricarvi sui tipici battelli per poche rupie. Sarà sufficiente un tragitto di una decina di minuti sulle acque calme del primo mattino per cominciare a vedere i delfini affiorare intorno alla barca, tra le onde colorate dal sole che sorge. Io l’ho fatto ed è stata una magnifica emozione.

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5. La purificazione dell’anima

Secondo le credenze induiste alcune acque sono sacre e hanno il potere di purificare l’anima. Come come quelle di Tirta Empul, uno dei 200 templi dell’isola. Immergetevi ed esprimete un desiderio, così fanno i Balinesi. Io, invece, sono stata alle sorgenti termali di Air Panas, a Banjar. I locali ci vanno in massa, anziani e bambini compresi perciò, se potete, evitate la domenica e arrivate presto al mattino, prima che sia troppo affollato. L’atmosfera qui è semplicemente magica, sarà anche per via del meraviglioso giardino tropicale che circonda le tre piscine. L’ acqua ha una piacevole temperatura di 38 gradi, ed è leggermente sulfurea. Molto più che un semplice bagno, bensì una ricerca dell’equilibrio interiore. A Bali ogni cosa ha un significato profondo, eppure tutto è così leggero…

6. Il cuore della cultura locale

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Il villaggio di Tenganan Dauh Tukad

Tenganan Dauh Tukad è il nome di un villaggio tradizionale balinese. Da Ubud dista una cinquantina di km (ma calcolate oltre 1 ora di tragitto in auto) e ci sono arrivata percorrendo con il mio local driver una meravigliosa strada in mezzo alla foresta tropicale. All’arrivo mi ha accolta uno dei 480 abitanti perché al villaggio si accede solo accompagnati e si entra facendo una donazione (libera).  Ci ho trascorso circa un’ora. Passeggiando lungo l’unica strada che attraversa il villaggio ho fatto mille domande alla mia guida, fonte preziosissima per cercare di afferrare le tradizioni che rendono unico lo spirito di Bali. Qui  la vita della comunità locale scorre lenta. Non ci sono auto e non ci sono botteghe. Le persone lavorano tutto il giorno a manufatti che poi vendono agli altri abitanti o ai pochi turisti che ci arrivano; per comprarli si entra direttamente nelle case perché sono qui i loro piccoli e modesti laboratori artigianali. Quando suonano le campane, però, interrompono qualsiasi attiività e si radunano tutti insieme: tre rintocchi indicano una cremazione (che qui sono pubbliche), due una cerimonia e uno una festa.

7. Lo spettacolo quotidiano ai local market

Colorati e affollati di gente e di merci, i mercati tradizionali sono luoghi pieni di fascino e semplicemente perfetti per osservare come scorre la vita a Bali. In mezzo alle donne che fanno la spesa, ai venditori accovacciati, a ceste ricolme di fiori per le offerte e a oggetti d’uso quotidiano, a mastelli di pesce, a odori e profumi, a spezie colorate, a frutti tropicali e tabacco non trattato, una folla di motorini che passa con a bordo un numero imprecisato di passeggeri. Sedersi in disparte e semplicemente guardare regala scorci di vita autentica che valgono la sosta.

8. La coccola di un massaggio

Ci sono le Spa di lusso e ci sono i piccoli negozietti on the road: a voi la scelta, ma il massaggio indonesiano è stato inventato proprio qui a Bali, autentica espressione della cultura locale. A eseguirli sono le donne, ungendosi le mani di oli profumati derivati da fiori di frangipane o spezie. Io negli anni ne ho provati d’ogni tipo: orientali, ayurvedici, thai, ma il massaggio balinese non è niente di tutto questo ed è un pò di tutto questo. E’ un magico mix di tecniche e influenze, un trattamento completo che non esclude capo né piedi, energico e decontratturante, eppure armonico e rilassante. Io ne ho fatto uno al giorno durante la mia permanenza sull’isola, che meraviglia…! Il costo? Very cheap! Dai 18 agli 8 euro, il prezzo varia in base alla struttura.

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9. Il detox per il corpo

Bali è un’ottima occasione per fare un pò di detoxing in nome del migliore healthy style, di cui sono una sostenitrice. Vi dimenticherete di birra e cocktails (almeno a me è successo così) perché la frutta fresca si trova in ogni angolo. Credetemi, sa di paradiso, così dolce, così succosa, così profumata. Il frutto tropicale per eccellenza è il cocco che quando non è ancora maturo regala un’acqua deliziosa e incredibilmente ricca di proprietà. Ma questo è solo l’inizio! Poi da bere ci sono i succhi di mango, di lichi, di ananas e di papaya e di mille altre varietà ancora di cui, perdonatemi, ma non ricordo più il nome, ma solo l’incantevole sapore.

10. Il gioco delle scimmie

Bali è piena di scimmie, oltre che di cani. Le prime io le ho viste per strada, da dietro mi sembravano gatti grigi con quella lunga coda. Le comunità più numerose sono a Ubud dove c’è la Monkey Forest e a Jaipur dove invece c’è il Monkey Temple, a tutti gli effetti un tempio sacro abitato da oltre un migliaio di scimmie. Sono dispettose e furbe, bisogna camminare mostrando loro le mani vuote e non indossare occhiali da sole perché è quasi matematico che se li porteranno via per gioco. Due qui sono i leader, mi ha spiegato la guida, e i maschi adulti sono piuttosto intraprendenti! Attenzione, perché non ci pensano due volte a saltarvi sulle spalle all’improvviso. Posso garantirlo per esperienza personale… Beh, non lo nego, sul momento un pò di panico mi è preso, ma poi mi sono subito rilassata e mi son fatta una risata! I cuccioli, invece, sono una meraviglia e molto friendly e allungargli le banane dalle mie mani è stata un’esperienza divertente che difficilmente dimenticherò.

Lo confesso, ci ho pensato a lungo prima di descrivere la mia esperienza di viaggio sull’isola di Bali attraverso questo decalogo. Senz’altro è assolutamente riduttivo, ma poi in fondo ho pensato ne valesse comunque la pena. Un pò come quando ho scelto di
comprare il biglietto pur avendo solo una decina di giorni a disposizione.

Bali ha cosi tanto da dare che meriterebbe un viaggio lungo un mese( il visto vale 30 giorni, se potete sfruttateli tutti!), ma intanto io mi sono presa tutto quello che potevo. E ne sono felice.

 

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