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A Taldeg, Una Bologna Così è Tutta Un’altra Cosa

Taldeg è un’esperienza per viaggiatori veri. Se vi piace fare i turisti, questa storia non fa per voi, altrimenti probabilmente ve ne innamorerete. A me è successo proprio così

Ogni volta che viaggio vorrei avere qualcuno del posto a cui fare mille domande perchè ogni posto ha un’anima e solo chi lo ama e ci vive la conosce per davvero. Già, perchè l’anima ha sempre a che fare con un livello più profondo che non si può cogliere a una prima occhiata esteriore e sommaria. E mi torna in mente quando a Bologna ci andavo per le lezioni di semiotica e comunicazione, ad ascoltare rapita Umberto Eco e Roberto Grandi parlare di significante e significato Ecco perchè, se viaggi e vuoi arrivare all’anima di un luogo, non bastano le info disponibili on line sui siti ufficiali o all’interno degli uffici turistici. E i blog? Certo, danno qualche tips in più, ma entrare davvero nelle pieghe di un posto, abbracciandone la bellezza autentica e respirandone l’anima, è un’altra cosa.

Cos’è Taldeg

Un giorno, per caso, ho conosciuto Silvia, Francesca e Alice. Anche loro sono tre viaggiatrici vere di quelle che, con lo zaino in spalla, vanno da sempre a cercare l’anima dei luoghi. Meno di un anno fa, hanno fondato Taldeg, una start up che mette insieme l’amore per la città dove abitano e la grande passione per i viaggi.

A Bologna con Taldeg

Sono partite da Bologna, ma l’idea è quella di replicare il modello anche più lontano. Per quel che riguarda me, Bologna è uno di questi posti in cui mi sento a casa da sempre. Ci ho studiato, ci ho lavorato e ci ho vissuto e tutt’ora ci torno molto spesso. Così, quando le tre fondatrici di Taldeg mi hanno invitata a passarci 24 ore ho trovata la cosa piuttosto intrigrante. Francesca, Silvia e Alice sarebbero state capace di sorprendermi?  Che Bologna mi avrebbero fatto vedere? Mi sarebbe piaciuta? Per saperlo ho solo un modo: preparare il trolley e partire.

A casa della ballerina

Scesa dal treno mi dirigo verso una palazzina storica in Via Borgo di San Pietro, dove c’è Francesca ad aspettarmi. La sua non è un accoglienza ordinaria. Innanzitutto mi spiega che quella dovrei avrei soggiornato, un tempo, era la casa di una ballerina. Nell’appartamento le tre ragazze hanno volutamente conservato tracce romantiche del suo passato, ad esempio la poesia scritta su un muro tanti anni prima perché la ballerina lì ci ha vissuto con il grande amore della sua vita “…Ti meriti un amore che voglia ballare con te, che trovi il paradiso quando guarda i tuoi occhi, che ti voglia spettinata con tutte le ragioni che ti fanno alzare in fretta…”.

La poesia scritta sul muro – Casa della Ballerina

Mentre mi fa vedere la casa, mi fa notare che sulla maggior parte degli arredi, originali, c’è un QRCode che posso scansionare se voglio sapere di più ed è proprio così che, più tardi, ho scoperto come andò quando lei  ricevette la proposta di matrimonio da lui o come, grazie al padre, scopri la sua passione per la danza.

Mobili originali conservati e recuperati per arredare le case di Taldeg

Poi mi indica anche alcuni oggetti artigianali appoggiati in qua e in là e mi spiega che sono tutti  fatti a mano da giovani creativi bolognesi perché ogni appartamento della rete Taldeg (al momento sono quattro) è stato pensato come un meraviglioso specchio della città, ha dentro le sue storie e i suoi talenti, è un autentico contenitore urbano. E, se sono curiosa di conoscerli durante la mia permanenza, li ci sono i contatti a disposizione.

Il gondoliere fatto a mano esposto nella casa della Ballerina – Al muro il QRCode

L’itinerario underground di Taldeg

Prima di salutarmi, infine, Francesca mi invia una mappa di Google su Whatsapp: sono le tips di Taldeg. E’ un itinerario alternativo e underground per scoprire l’anima di Bologna, partendo proprio dalla Casa della Ballerina. In tutto sono una trentina di hidden tips, suddivise tra arte e cultura, eventi, shopping, mangiare e bere, ma se voglio altre indicazioni basta chiederle “Durante la tua permanenza in città scrivimi su questo numero, se vuoi altre dritte”. Già, perché In fondo, è proprio questa la promessa letterale di Taldeg (in dialetto bolognese “te lo dico”).

In giro per Bologna seguendo la Taldeg Map

Sfoglia Rina il tempio di ragù e tortellini

Così mi affido, curiosa, alla bussola immaginaria di Francesca, Silvia e Alice e visto che sono ormai le 14.00 mi dirigo in Via Castiglione.

Sfoglia Rina, In Via Castiglione

Qui c’è  Sfoglia Rina: di questo posto incredibile, qualche mese fa, in realtà me ne aveva già parlato (benissimo) un caro amico di Bologna, ma io me n’ero completamente dimenticata. E’ un indirizzo storico, amatissimo dai bolognesi, sintesi sincera della cultura gastronomica di questa città, un autentico tempio della cucina casalinga locale. Tra uova, farina e ragù (la ricetta originale è scritta in dialetto sul muro), è un laboratorio di pasta fresca nato più di 100 anni fa, ma di recente ha aggiunto sedie e tavoli e ora ci si può anche mangiare.

La ricetta originale del ragù alla bolognese

Quando arrivo la fila, nonostante siano quasi le 15.00, è piuttosto lunga tanto che io ho tutto il tempo di fare la mia scelta consultando il menù sulla grande lavagna nera. C’è un menù tradizionale (totally tortellini-oriented, naturalmente) e una proposta settimanale che include anche un paio di piatti veggie. A decidere ci metto un secondo, vada per i tortelli neri con fonduta di parmigiano, zucca e nocciole, così dannatamente invitanti da sedurre la mia immaginazione prima, e il mio palato poi.

Sfoglia Rina, qui la pasta home made fatta secondo tradizione si compra e si mangia

A tu per tu con Michela, la bolognese che fotografa il mondo

Per il caffè, invece, mi aspetta Michela. E’ una delle artiste della rete di Taldeg che ho contattato via chat nel tragitto tra la casa della Ballerina e Sfoglia Rina. Sono impaziente di incontrarla e conoscerla. E’ una fotografa ed è anche lei una travel addicted, e da a una veloce ricerca su web scopro subito chi è professionalmente (le foto dei suoi viaggi sono state pubblicate dal National Geographic e da Vogue). A Bologna, con le sue immagini scattate per il mondo, aggiunge fascino e carattere alla Casa della Viaggiatrice.un altro appartamento del circuito Taldeg dove un tempo viveva un’instancabile viaggiatrice. Appena ci sediamo da Papparè (un posto dove si respira l’anima universitaria della città) troviamo subito argomenti in comune: lei mi racconta della sua estate trascorsa in Giappone a scattare ed io del mio viaggio a Tokio ai tempi dell’università, lei mi dice dei tre mesi vissuti in Indonesia ed io del mio viaggio a Bali, la scorsa estate.

Una delle foto scattate a Tokio da Michela Balboni

Le essenze pure alcohol free di Simone Bongiorno

Salutata Michela, riapro la mia mappa Taldeg e proseguo con questa mia divertente esperienza, nonostante la pioggia torrenziale di quel giorno. Consulto la legenda, vado alla sezione shopping curiosa di capire se i negozi consigliati dalle ragazze sono underground per davvero. Gli indirizzi sono una decina e li vorrei visitare tutti, ma visto che è praticamente già metà pomeriggio ne scelgo un paio fidandomi dell’istinto.

I profumi per ambienti di Monom – Casa del Dottore, Taldeg

Comincio dall‘Antica Profumeria del Sacro Cuore un altro posto che ha più di cent’anni. E’, in pratica, un atelier per nasi esigenti e sopraffini nel cuore di Bologna (via dei Fusolari 6). Francesca me l’ha raccomandata perchè lì sono in vendita le fragranze di Momom, un brand fondato da un hipster bolognese very cool supportato dall’esperienza trentennale dal padre nel settore. Anche Simone ha a che fare con Taldeg, ma la sua storia ve la faccio raccontare da lui stesso in questo video.

La moda alternativa del fashion-lab

Per la seconda tappa shopping mi dirigo verso Strada Maggiore. La mappa di Taldeg mi conduce al numero 58, da Gruccialterna.  Sui social, questo posto si descrive come un posto che crede ancora nelle persone e nella loro unicità, motivo più che sufficiente per farci un salto (continua a piovere, me per fortuna ci sono i portici).

Da Gruccialterna la moda è creata e cucita a mano direttamente in negozio

E’ un piccolo laboratorio indipendente, all’interno “gli attrezzi del mestiere” sono a vista perchè qui la moda viene ancora disegnata e cucita a mano come una volta, mentre i pochi i capi che non sono home-made sono frutto di una costante ricerca tra le labels indipendenti più alternative del momento.

La camicetta fatta a mano che ho comprato da Gruccialterna

Scambio due chiacchiere per sapere di più, mi guardo intorno e in un attimo mi innamoro  di una graziosa camicetta in tessuto Liberty inglese. Quel suo pattern delizioso e originale a piccole nuvolette colorate, mi fa pensare all’estate che è proprio quello di cui ho un’incredibile voglia. E così finisce nel mio trolley.

Taldeg, la start up che avrei voluto creare io

Ormai è tardo pomeriggio e la pioggia non accenna a diminuire. Sono intirizzita, ho voglia di fermarmi e così ripenso alla Casa della Ballerina che mi aspetta, cosi calda e cosi intrigante con tutte quelle storie che ha da raccontarmi.

E poi l’idea di farmi un bagno in quella meravigliosa vasca d’epoca originale di fronte al letto è troppo allettante per rinunciarci. Il tempo di arrivare e mi godo il mio Hygge-time: the, bagno, luce bassa e relax al calduccio. E, mentre sono ammollo, rifletto e dico a me stessa: eh si, Taldeg è proprio la stat up che avrei voluto creare io.

 

 

 

 

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