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Tempio Induista A Bali

Perché mi sono innamorata di Bali? Perché non è solo uno dei più bei posti al mondo. Bali è un mood, un’ispirazione e uno stile di vita.

bali, indonesia

Bali I Love you

Erano anni che pensavo “un giorno andrò a Bali“. Quando dentro di me fantasticavo su questo progetto di viaggio che non ho mai tradito, mi immaginavo un gran bel posto esotico. E invece è molto di più. E’ un mood di cui innamorarsi, un insieme di sensazioni impalpabili, eppure intense e profonde tanto che ho deciso di provare a condividerle. Ecco perché in questo mio racconto di viaggio non troverete consigli sulle migliori esperienze da fare o su buoni indirizzi.

tramonto a bali

Tramonto a Lovina

Potrei parlarvi dei tramonti magici di Lovina, delle scimmie dispettose che ho incontrato a Ubud, dei delfini curiosi che mi hanno salutata in mare e potrei parlarvi ancora di mille altre cose, ma lo lascio fare a chi conosce Bali molto meglio di me che ci sono stata poco più di una settimana. Se siete in partenza o state programmando un viaggio a Bali, questo è il blog che vi consiglio di tenere d’occhio. Io, invece, vi parlerò di semplicità, dignità e sorrisi. Questa volta il mio racconto sarà diverso, perché Bali merita altro, merita di più.

bali risaie

Bali, pura magia

Credetemi: Bali è un paradiso, eppure non è un sogno.  La prima mattina Jilsgawa, il mio local driver, mi ha proposto di iniziare la giornata sorseggiando un ginger tea da amici del posto. Grande esperienza, ho pensato, e ho accettato con entusiasmo. Proprio la loro casa è stata la prima cosa a sorprendermi in questo luogo del mondo dove niente è uguale ad altrove. Qui le costruzioni tipiche per lo più sono aperte, sì intendo senza pareti, riparate solo da immensi tetti spioventi realizzati con foglie di banano e di bambù. Le case nonostante siano semplici e modeste hanno una grande dignità ed ognuna ha il suo piccolo tempio per il raccoglimento e la meditazione.

bali indonesia

Chiacchere con Ketut, l’amico di Jilsgawa che mi ha accolta a casa sua e offerto un ginger tea. Il suo nome indica che è il quarto figlio in famiglia

Cosi esotica, così libera

Le poche strade che ci sono sono libere, niente mezzi pubblici, né semafori, né stop agli incroci, solo una marea di motorini che le percorrono carichi di persone (ci salgono anche in 3 – 4) e di merci. Sopra ci portano di tutto, trasportando per lo più i frutti di una terra rigogliosa quanto modesta. Gli orizzonti, vicini o lontani che siano, sono verdi che più verde non si può. Le palme svettano ai lati delle strade, tra liane e piante d’ogni tipo cariche di fiori, tracciandone morbidamente i confini.

risaia balinese

E poi le risaie, dolci infinite distese, le montagne aspre e i vulcani per il trekking, i placidi laghi e i fiumi da cavalcare sui gommoni. Mentre insieme a Jilsgawa la giravo in lungo e in largo (è piccola più o meno quanto la Liguria) pensavo spesso dentro di me: alla prossima curva tutto questo sarà finito, e invece era come un mare bellissimo di cui non si vede mai la fine. I miei occhi continuavano a riempirsi di questo Eden che più che a un luogo reale assomiglia al Paradiso, almeno a quello che a me piace immaginare.

lago bali

L’isola degli Dei

A Bali non troverete barriere architettoniche: niente palazzi né cartelli pubblicitari né insegne. Invece, i templi sono ovunque: sull’oceano, sulle scogliere, nelle foreste, sui laghi, lungo la strada. La preghiera è ogni giorno il pezzo più importante della vita quotidiana, un rito pieno di rispetto, una pratica sincera che mi ha fatto riflettere. In ogni dove, poi, le offerte votive: sono per terra, fuori dalle case e dentro le botteghe, nei templi come sui cruscotti degli autocarri carichi di gente che si spostano da un villaggio all’altro. Sono piccole composizioni colorate fatte di petali, monete e cibo che i locali compongono con grande semplicità, ma che ogni giorno offrono con assoluta convinzione e devozione.

bali, offerte votive

I balinesi, per l’85%  induisti, sono un popolo che caccia le divinità maligne limandosi i denti e per tenerle lontane ripara i templi con tanti ombrellini colorati. Per parlare con gli dei fanno volare gli aquiloni alti nel cielo e partecipano in massa a riti propiziatori e cerimonie. Sì, i balinesi vivono così. La ricorrenza religiosa più suggestiva dev’essere quella del silenzio, di cui mi ha raccontato un amico che ha vissuto tre mesi su quest’isola . E’ in maggio (ma la data non è fissa) e per 24 ore l’isola si ferma letteralmente (voli aerei compresi), come se all’improvviso fosse stata abbandonata perché così si ingannano le divinità maligne che magari, pensando di non trovare più nessuno, se ne vanno altrove.

offerte al tempio, bali

indonesia, bali

Lungo la strada che porta al tempio Besakih donne del posto vendono cibo per gli dei

Durante la mia permanenza anche a me è capitato di assistere ad una cerimonia sacra. Quella mattina andai a visitare il tempio Besakih. Pioveva (anche se a Bali ci andate in estate portatevelo comunque un k-way), ma la pioggia non scoraggiava le migliaia di balinesi di tutte le età che, in file ordinate e silenziose salivano cariche di doni le ripide scalinate che portano al più grande tempio dell’isola (in tutto sono circa 20 mila).

Sopra: Ritratto di donna balinese seduta fuori da un tempio che compone offerte votive. Sotto il tempio di Ulun Danu Bratan, circondato dal lago, in onore alla dea delle acque

tempio sul mare a Bali

Il lusso d’essere felici

giovani a bali

Ragazzi balinesi al mercato delle spezie. Smartphone, automobili e scooter sono gli unici oggetti “globali” diffusi sull’isola

Oltre alla natura incontaminata sono proprio i balinesi ad avermi fatto innamorare di quest’isola. I posti dove incontrarli più da vicino sono i mercati ed è molto facile scambiarci due chiacchiere. Di mercati ne ho visitati tre, in alcuni ci sono le classiche bancarelle mentre in altri le merci sono appoggiate direttamente a terra. Tra profumi e colori, c’è di tutto: pesce vivo e affumicato, spezie vivaci e tabacco da fumare, carne cruda e cotta, verdure d’ogni colore e frutti succosi. La gente è socievole e divertente: Bali è piena di turisti e viaggiatori e sono sempre bene accolti.

cocco, bali

Bere l’acqua di cocco, l’ha fatto anche Obama 😉

Assaggiate qualcosa perché ne vale la pena, ma contrattate prima di comprare: di solito ai turisti alzano un pò i prezzi e c’è sempre margine per trattare. Tolto questo, dimenticatevi di brand e grandi marchi, qui non troverete niente di tutto questo ( fatta eccezione che a Kuta e Seminyak, dove vi sconsiglio di andare). Dimenticatevi di quello che ci hanno convinti sia necessario per una vita serena e riappropriatevi del senso vero delle cose.

bali, food market

A Bali è difficile trovare persino i classici souvenir, se volete comprare qualcosa troverete solo begli oggetti fatti a mano: le maschere in legno intagliato, i monili d’argento lavorati con le colle naturali estratte dalle piante, i dipinti esotici, le splendide sete e i tessuti. A tesserli sono le donne:  imparano quando hanno dieci anni e poi continuano a lavorare al telaio tutta la vita per 5 ore al giorno.

donna che tesse a bali

Secondo la cultura balinese una donna che non sa tessere non trova marito

Confezionano copricapi e saron (parei di varie misure utilizzabili attorno alla vita ma anche come scialli per coprirsi spalle e braccia) da vendere nelle botteghe dei villaggi tradizionali, aperte ai locali e ai turisti (evitate invece di acquistarli in prossimità dei maggiori punti d’affluenza e interesse perché Jlsgawa mi ha detto che quelli sono tarocchi, cioè stampati). La gente del posto vive di niente, mangia con le mani qualche pugno di riso  e beve acqua di cocco. Svolge mestieri modesti,  lavora sodo seduta per terra o con la schiena riversa per ore sui campi di riso. Eppure sorride e con un dignità disarmante ti spoglia di tutte quelle false certezze del mondo occidentale.

bali risaie

 

balinese nella sua bottega

A Bali il vero viaggio è dentro di te

Insomma i balinesi apprezzano la vita per quello che offre invece che lamentarsene. E a Bali succede proprio così, ti ricordi all’improvviso che vale la pena essere felice.  In questo posto magico è come se l’anima respirasse e si nutrisse di pace e bellezza. Un lusso che vale più di qualsiasi suite, anche se qui c’è l’albergo più bello del mondo, perchè a Bali c’è quello che non si compera, ma che va trovato dentro di sé. E’ vero, non è proprio dietro l’angolo, mettete pure in conto una ventina d’ore per arrivarci, ma la destinazione vale il tempo necessario. Altri spunti e idee per andare lontano o vicino le trovate nella sezione travel del blog. Dovunque andiate, da parte mia, sempre e comunque sinceramente buon viaggio.

 

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